Grappa, Luigi Barberis: “In Italia incapaci di fare sistema”

Luigi Barberis

Luigi Barberis, titolare del Caffè degli Artisti di Alessandria, va al sodo. Perché la grappa si possa diffondere come l’amaro a livello internazionale e locale occorrerebbe una maggiore coesione tra i player del mercato. 

“il principale problema italiano, diffuso in tutti i settori, è l’incapacità di fare sistema. Le aziende hanno difficoltà a superare gli antagonismi e a ragionare a livello di brand generico. Si spingono le singole etichette, in un mondo globalizzato come quello attuale però non è una strategia efficace”, osserva Luigi Barberis, titolare del Caffè degli Artisti di Alessandria.

Luigi BarberisSiamo d’accordo con lui. Ma c’è un altro problema: “Sarebbe auspicabile per il settore riuscire a cooperare, ma è difficile perché manca un disciplinare che imponga alle aziende assoluta trasparenza sulla metodologia di produzione della grappa, la provenienza delle vinacce utilizzate, il luogo di produzione e di imbottigliamento”, commenta Elisabetta Nonino. Insomma, ognuno fa un po’ quello che vuole, a discapito della reputazione del brand grappa, al di là delle singole etichette.

A questo limite si aggiunge inoltre la tendenza tutta nostrana di apprezzare maggiormente i prodotti stranieri rispetto a quelli italiani.