Governo, tutte le novità del Documento programmatico di bilancio

E’ stato approvato in Cdm all’unanimità il Documento programmatico di bilancio, prima ossatura della prima legge di bilancio a firma Mario Draghi, che richiederà all’incirca 23 miliardi di euro.

Molte le novità in esso contenute, che riguardano in particolare la riduzione della pressione fiscale che assorbirà 7 miliardi, che si aggiungo ai due già allocati. Vi è poi la proroga del superbonus 110% a tutto il 2023, questa volta però con la limitazione ai soli condomini e al patrimonio immobiliare Iacp (Istituto autonomo Case Popolari). Confermati inoltre sempre per la stessa platea ma per tre anni anche gli altri bonus nel settore edilizio (50% e 65%), con l’eccezione di quello per le facciate.

La migliore notizia però è che buona la legge di bilancio dovrebbe essere finanziata quasi integralmente con le risorse create dalla crescita del Pil, che quest’anno secondo le più recenti stime dovrebbe assestarsi poco oltre il 6%. Ed è solo grazie a questo risultato, verrebbe da pensare, che sia possibile la riduzione delle tasse e, al tempo stesso, il rinvio di nuove, come sugar e plastic tax. (rinviate al 1° gennaio 2022). Non è stato sciolto però il nodo su come impiegare i fondi per la riduzione delle tasse, ovvero se intervenire su Irpef, contributi o Irap. L’ipotesi di far confluire il tutto nel fondo speciale sembra a questo punto la meno probabile.

Dopo la quota fisco da 7 miliardi nel Dpb seguono a pari merito gli stanziamenti per Imprese e Sanità, entrambi di 4 miliardi di euro. Per le imprese è prevista una nuova tornata di agevolazioni fiscali, a cominciare dalla rimodulazione del Impresa 4.0 (o Transizione 4.0) con un’estensione al 2025, anche se con un meccanismo di aliquote decrescenti.

Prorogati fino al 30 giugno gli incentivi per le aggregazioni sulle Dta (deferred tax, ovvero la trasformazione delle attività per imposte anticipate in credito d’imposta) che risulta necessaria alla chiusura dell’operazione Mps. Vi è poi il rifinanziamento del Fondo di garanzia Pmi e il tetto per la compensazione dei crediti fiscali a 2 milioni di euro.

Tra le novità per le imprese infine un’agevolazione in forma di esonero contributivo per chi assume lavoratori provenienti da imprese in crisi e un Fondo per la transizione ecologica dei settori industriali più direttamente coinvolti nel processo di decarbonizzazione.