FCC. Servono investimenti di lungo periodo

Lo scenario economico e le prospettive per il mercato del fuori casa sono stati i protagonisti del primo giorno del Forum dei Consumi Fuori Casa a Villa Erba, a Cernobbio. A Marco Costaguta e Duilio Matrullo di Bain & C. è toccato il non facile compito di spiegare ad un’affollata platea composta da oltre 800 distributori e resposanbili di aziende del fuori casa, lo scenario economico e le prospettive che ci attendono a breve e  lunga scadenza.

Marco Costaguta ha messo in evidenza i limti che pesano sulla nostra economia. I consumi e la produzione in calo, gli investimenti in contrazione (anche se sempre ad un buon livello), un carico fiscale eccessivo, un debito pubblico enorme e ancora in crescita. A tutto questo si aggiunge il risultato delle urne che non fa certo pensare ad un prossimo Governo stabile. Questa situazione rende difficile che qualcuno possa venire in Italia ad investire.

A questo si aggiunge la situazione del lavoro. Non solo la disoccupazione del nostro paese è in crescita, ma esiste una quota di inoccupati molto più alta rispetto agli altri paesi, al punto che oggi è possibile dire che risulta occupato solo un adulto su tre.

La via d’uscita per Costaguta è rivolta all’esterno. Bisogna puntare ai mercati esteri, sull’export, non solo in Europa (dove oggi si concentra la maggior parte delle nostre esportazioni), ma soprattutto fuori dal continente. I margini esistono e devono essere sfruttati.

L’altra parola d’ordine per il sistema delle aziende deve essere “riduzione del gap produttivito rispetto ai nostri competitor (siamo 20 punti sotto la Germania). Abbiamo un sistema di aziende piccole che è in parte la nostra forza, ma anche un limite se vogliamo fare un salto di qualità; il costo del denaro è troppo alto e la stessa cosa si può dire del costo dei fattori produttivi, energia e trasporti in primis.

I compiti per il Governo – se e qundo ci sarà – secondo Costaguta devono essere defiscalizzazione del lavoro e degli investimenti, infrastrutture e taglio della spesa pubblica. Gli investimenti devono essere pensati sul lungo periodo perchè, inutile nasconderselo, la crisi non è destinata ad essere breve.