Discoteche chiuse fino al 31 gennaio, l’allarme di Silb-Fipe

Per una volta, l’ennesimo decreto con cui il governo italiano cerca di contrastare il coronavirus ha risparmiato bar e ristoranti. Ma non le discoteche, che sono di nuovo chiuse fino al 31 gennaio 2022. Con tanti saluti agli imprenditori che puntavano sul Capodanno per rifarsi parzialmente di un’annata trascorsa in buona parte senza poter lavorare.

“Eravamo già pronti per lavorare il 31 dicembre con la speranza di compensare una parte dei 4 miliardi di euro di perdite di due anni di chiusura. Ma ecco che in poche ore tutto è stato distrutto. Ci stavamo lentamente riprendendo seguendo le regole imposte dallo stesso Governo, ma evidentemente non è bastato. Tutte le attività sono aperte, stadi, teatri, cinema, ma non le discoteche”, sbotta con Adnkronos Maurizio Pasca, presidente di Silb-Fipe, il Sindacato dei Locali da Ballo.

E come spesso è accaduto, la soluzione raffazzonata dall’Esecutivo rischia di rivelarsi peggiore del problema: “Cosa pensate che accadrà il 31 dicembre?”, continua Pasca. “Le persone andranno a ballare e festeggiare in luoghi abusivi, con buona pace di ogni tracciamento e misura di sicurezza”.

E aggiunge: “Quando si chiude un locale da ballo bisogna ricordarsi che ci sono famiglie dietro che vivono di questo lavoro. Evidentemente per questo governo siamo figli di un dio minore. Ne abbiamo abbastanza. L’11 ottobre abbiamo aperto e abbiamo assunto centinaia di persone. Cosa diremo loro domani mattina? Siamo senza parole. A questo punto, visto che la decisione di chiudere è arrivata dall’oggi al domani, nello stesso breve arco di tempo ci aspettiamo una decisione sui ristori“, conclude, più con amara ironia che con convinzione.