Il Codacons contro i tavoli all’aperto dei locali. Meglio le auto…

(foto Nicole Cavazzuti)

Sin dalla riapertura dopo il primo lockdown, lo scorso anno, le amministrazioni comunali in tutta Italia hanno favorito la creazione o l’ampliamento dei posti all’aperto per i pubblici esercizi, in molti casi annullando i tributi per l’occupazione del suolo pubblico, in modo da favorire la somministrazione all’aperto, dove la circolazione del coronavirus è minima ed è più facile distaziare i tavoli.

Provvedimenti graditi a gestori e clienti, ma non al Codacons: secondo Carlo Rienzi, presidente dell’associazione, l’aumento dei tavolini in strade e piazze d’Italia crea nientemeno che un “danno al decoro e alla godibilità delle aree e dello spazio architettonico e paesaggistico”. Per Rienzi, personaggio finito di frequente al centro di contestazioni per eccesso di protagonismo, “il fiorire di strutture amovibili destinate alla somministrazione di cibi e bevande su marciapiedi, strade e soprattutto sugli stalli destinati ai parcheggi specie nelle grandi città e senza alcuna autorizzazione determina problemi alla viabilità e ostacola il passaggio pedonale esponendo i cittadini al rischio di sinistri“.

Per questo il Codacons ha addirittura inviato una diffida al governo, alle prefetture e alle principali amministrazioni comunali per far sì che le norme sull’occupazione di suolo pubblico possano tornare a quelle precedenti alle disposizioni legate al Covid per “restituire le strade oggi occupate da strutture amovibili alla cittadinanza”.

Nelle sue osservazioni, Rienzi non sembra considerare il fatto che l’aumento delle “strutture amovibili” ha consentito ai locali di tornare a lavorare dopo lunghi mesi di chiusura forzata e di ingenti perdite. Se dobbiamo tornare alle norme precedenti al Covid, dunque, questo deve valere non solo per i dehor, ma anche per distanziamenti, uso di mascherine e altri provvedimenti restrittivi tuttora in vigore.

Va poi aggiunto che l’aggiunta di tavoli all’aperto ha comportato in molti casi lo sfruttamento di spazi sottratti – più che alla cittadinanza in generale – al parcheggio indistinto e spesso selvaggio delle auto. D’altra parte, non risulta che il Codacons si sia mai prodotto in diffide contro i veicoli in sosta su marciapiedi e passaggi pedonali, che realmente – quelli sì – espongono i cittadini al rischio di sinistri.