Caso Foodora, la Fipe: “Servono regole uguali per tutti”

“Il caso Foodora mette in mostra le ombre della sharing economy ed è la dimostrazione del fatto che senza regole chiare, condivise e rispettate da tutti si creano i posti di lavoro precari e si distruggono contemporaneamente i posti regolari”. Così il direttore generale Marcello Fiore esprime la posizione della Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi in merito al fenomeno dei servizi di consegna di cibo a domicilio organizzati da piattaforme on line, per i quali emerge “la necessità di rispettare le regole vigenti come fanno le pizzerie ed i ristoranti che effettuano in proprio tale attività con personale regolarmente assunto”.

“Questa attività – prosegue Fiore – è in contrasto con il principio ‘stesso mercato, stesse regole’, sostenuto dalla Federazione a tutela dei propri associati”. Una posizione coerente alla visione che Fipe ha nei confronti di un altro fenomeno legato alla sharing economy, quello degli home restaurant: “Fipe già da qualche anno ha segnalato le forti perplessità che le attività di home restaurant stanno generando all’interno del settore della somministrazione di alimenti e bevande – conclude Fiore -. La crescente diffusione di tutti questi servizi sul territorio nazionale, a seguito della crisi e attraverso piattaforme on line e social network rischia di costituire un canale parallelo di offerta al pubblico organizzato, ma non controllato per assicurare il rispetto delle norme poste a tutela della salute dei consumatori (a incominciare dal rispetto del divieto di somministrazione di alcool ai minori) e di diritti di chi vi lavora. Sollecitiamo pertanto il Governo a far rispettare le norme a garanzia della salute pubblica, dei diritti dei lavoratori e della trasparenza, mettendo fine, inoltre, a un’evasione fiscale e contributiva pressoché totale“.