Bocciata candidatura Unesco dell’espresso, il commento dei Bazzara

Battuta d’arresto, per ora, per la candidatura del rito dell’espresso italiano presso UNESCO, nonostante lo splendido risultato in città delle “porte aperte” istituite anche a Trieste per la giornata nazionale del caffè espresso di sabato 26.

La candidatura però non ha avuto l’esito che ci si sarebbe augurati dopo il grande lavoro e il grande coinvolgimento dedicato.

“Naturalmente speravamo in un risultato diverso”, commentano Franco e Mauro Bazzara, Presidente e CEO dell’azienda, “da anni la Bazzara è in prima fila con i suoi libri, con la divulgazione durante la partecipazione alle fiere, con i comunicati stampa e articoli, con l’Academy per promuovere il caffè come prodotto della tradizione Made in Italy. Anche perché in poche città nel mondo si respira il grande amore e la passione che noi triestini abbiamo per questo prodotto, tanto unico quanto affascinante.

Aver perso questa candidatura, certo da un lato sembra vanificare 7 anni di duro e intenso lavoro da parte del promotore, il conte Giorgio Caballini di Sassoferrato (assieme a quanti, noi compresi, ci hanno creduto partecipando in questa avventura) ma così non è, e deve invece darci maggiori stimoli affinché la prossima volta si arrivi al riconoscimento.”

“Se forse degli errori ne sono stati fatti,” continuano i due fratelli, “sicuramente si è mancato di maggior unità, forse in troppo pochi abbiamo sostenuto questa candidatura e questa nota naturalmente va all’intero territorio nazionale, serviva più partecipazione da parte di grandi nomi italiani ma non solo. Andava diffusa maggiormente questa grande occasione, ognuno per quanto gli competeva”.

“Good things take time, le cose belle richiedono tempo, quindi non ci si perda d’animo e restiamo uniti, ritentando nuovamente l’anno prossimo di portare a casa questo risultato e appoggiando con vigore e più numerosi questo progetto di grande rilevanza per il nostro settore e per la tradizione italiana”.