Boccata d’ossigeno con le riaperture estive, l’analisi di Coldiretti

    L’analisi della Coldiretti in relazione alle nuove norme anti Covid approvate nelle ultime ore dal Consiglio dei Ministri preannuncia un’estate calda anche sotto il profilo economico, che dovrebbe produrre 30 miliardi di euro nei 360.000 bar, ristoranti, pizzerie ed agriturismi aperti lungo tutta la Penisola.

    A trarne beneficio, sottolinea Coldiretti, sarà l’intero sistema agroalimentare con ben oltre un milione di chili di vino e cibi invenduti dall’inizio della pandemia. Un’autentica boccata d’ossigeno dopo la drastica riduzione dell’attività durante i lockdown che ha influito negativamente sulla vendita di molti prodotti agroalimentari, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura, che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione – precisa Coldiretti – rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato e ad essere stati più colpiti sono i prodotti di alta gamma.

    A questi risultati si sommano pure le specialità enogastronomiche locali (formaggi, salumi, dolci) che hanno corso seriamente il rischio di sparire in assenza di sbocchi di mercato, della chiusura di ristoranti ed agriturismi e soprattutto per il congelamento del comparto turistico. Il cibo – precisa Coldiretti – è diventato la voce principale del budget delle famiglie in vacanza in Italia con circa un terzo della spesa di italiani e stranieri destinato alla tavola per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per street food o specialità enogastronomiche, senza dimenticare i souvenir. Lo stesso cibo rappresenta per molti turisti la principale motivazione del viaggio in Italia che è il solo Paese al mondo che può contare primati nella qualità, nella sostenibilità ambientale e nella sicurezza della propria produzione agroalimentare che ha contribuito a mantenere nel tempo un territorio con paesaggi di una bellezza unica. La spesa in vacanza per il cibo lo scorso anno per la pandemia Covid è scesa del 58%, il minimo da almeno un decennio e gli effetti si sono fatti sentire sull’intera filiera agroalimentare dove sono coinvolte 70.000 industrie alimentari e 740.000 aziende agricole lungo la filiera impegnate a garantire le forniture per un totale di 3,6 milioni di posti di lavoro.