Old Fashioned Month, torna in 30 locali italiani l'appuntamento di Woodford Reserve

Un cocktail leggendario, trenta interpretazioni d'autore, un'unica filosofia. Torna l'Old Fashioned Month, l'appuntamento internazionale che celebra il re della mixology classica, promosso da Woodford...

Condividi l'articolo

Un cocktail leggendario, trenta interpretazioni d'autore, un'unica filosofia. Torna l'Old Fashioned Month, l'appuntamento internazionale che celebra il re della mixology classica, promosso da Woodford Reserve, l'iconico bourbon super premium che dallo scorso maggio viene distribuito in Italia da Brown-Forman Corporation. 

Per tutto novembre, 30 cocktail bar italiani – nel nostro caso abbiamo celebrato l'appuntamento nel corso di serata tenutasi presso The Bob The Other Side, recente apertura milanese dei fratelli Luca e Michele Hu, alla presenza del bar manager Cesar Araujo – reinterpretano l'Old Fashioned con la firma di Woodford Reserve, detentore del marchio registrato di questa iniziativa globale. In questo modo viene celebrata l'artigianalità, il piacere multisensoriale e quella comunità internazionale di "hospitality professionals" che ogni giorno ridefinisce i confini della mixology contemporanea. Per meglio valorizzare l'arte dell'abbinamento tra bourbon e sapori d'eccellenza, ogni Old Fashioned sarà servito con mandorle aromatizzate al burro e sale firmate Eredi Borgnino, eccellenza torinese che da oltre un secolo trasforma la frutta secca in arte gourmet.

OLD FASHIONED: LA STORIA

La storia dell’Old Fashioned, così come riportata nel volume 101 Cocktail – La lista ufficiale 2024 edito da LSWR (https://www.edizionilswr.it/101-cocktail-iba.html), attraversa oltre due secoli di miscelazione e accompagna l’evoluzione del gusto americano meglio di qualunque altro drink. Il suo precursore diretto è il Whiskey Cocktail, una delle prime ricette codificate negli Stati Uniti. Nella prima metà dell’Ottocento non era ancora il più popolare tra i frequentatori dei bar, attratti da rum, genever e brandy, allora più esotici. Ma con l’affermazione del whiskey americano, quel cocktail semplice – zucchero, bitter, acqua e whiskey – diventò “una bevanda americana per bevitori americani”, amatissima anche dai soldati dell’Unione durante la Guerra Civile.

Nel 1862 Jerry Thomas lo inserì nella prima edizione della sua Bartender’s Guide: la struttura era già quella dell’Old Fashioned, cambiavano solo i dettagli tecnici e il bicchiere. Quando negli anni 1870–1880 la miscelazione si arricchì di nuovi ingredienti - vermouth, succhi, sciroppi, frutta - molti clienti iniziarono a rimpiangere la linearità dei cocktail “all’antica”. Ordinare un Whiskey Cocktail poteva significare ricevere qualcosa di molto diverso dal drink conosciuto fino a poco tempo prima. Nacque così l’espressione “Old-Fashioned Cocktail”: la richiesta esplicita di tornare alla formula originale, la stessa definita per la prima volta nel 1806 dal Balance and Columbian Repository: superalcolico, zucchero, acqua e bitter.

Il nome si accorciò presto in Old Fashioned, e da lì iniziò una lunga disputa sulle sue origini. La versione più popolare lo attribuisce al Pendennis Club di Louisville, dove il barman Martin Cuneo lo avrebbe creato in onore del colonnello James E. Pepper, produttore di bourbon e grande promotore del drink a New York. Ma lo storico David Wondrich ha dimostrato che l’Old Fashioned circolava già prima che quel club aprisse: il Chicago Tribune lo cita nel 1880, e nel 1888 compare nel Bartender’s Manual di Theodore Proulx, barman di Chapin & Gore, uno dei saloon più importanti di Chicago. È quindi molto probabile che il drink sia nato proprio nella Windy City, mentre il Pendennis può aver semplicemente codificato una delle sue prime varianti, quella con sciroppo di zucchero e frutta pestata. Nel corso del Novecento l’Old Fashioned compare nei più autorevoli ricettari americani, da Jacques Straub a Patrick Gavin Duffy fino a David A. Embury, che lo considera uno dei sei cocktail fondamentali della miscelazione mondiale e invita a prepararlo senza soda né eccesso di frutta, privilegiando sciroppo di zucchero e un whiskey di qualità. Nel 1961 l’IBA lo include tra i “50 Mondiali” della sua prima codifica ufficiale.

IL CIRCUITO ITALIANO: 30 LOCALI, 30 VISIONI

Da Bassano del Grappa a Cagliari, da Milano a Palermo: il network dell'Old Fashioned Month si è ampliato nel corso del tempo (leggi qui i locali aderenti del 2024) fino ad arrivare ad un elenco di locali che, dal 1° al 30 novembre, interpretano il leggendario Old Fashioned secondo un proprio personale "perfect serve".

Di seguito l'elenco dei 30 protagonisti italiani del 2025:

Cucù (Bassano del Grappa)

Contrabar (Bisceglie)

Ruggine (Bologna)

Black Sheep (Bolzano)

Matilde (Cagliari)

Bitter Bar (Firenze)

Il Locale (Firenze)

Rasputin (Firenze)

Gradisca (Genova)

Monkey’s Bar (Imperia)

Punch (L’Aquila)

Quanto Basta (Lecce)

Bob (Milano)

Moebius (Milano)

Rita (Milano)

White Rabbit (Milano)

Antiquario (Napoli)

I Corrieri (Palermo)

The Wanderer (Rieti)

Racine (Rimini)

Club Derriére (Roma)

Drink Kong (Roma)

Hotel de Russie (Roma)

Jerry Thomas (Roma)

Sipario (Catania)

Opificio del tentenna (Sassari)

Azotea (Torino)

Eredi Borgnino Cocktail Bar & Bistrot (Torino) 

Experimental Cocktail Club (Venezia)

Romeo (Verona)

  • Un Old Fashioned servito nel corso della serata tenutasi presso BoB The Other Side, a Milano
    Un Old Fashioned servito nel corso della serata tenutasi presso BoB The Other Side, a Milano
Immagine /

Carlsberg Italia nomina Alius Antulis managing director

24 novembre 2025 | Redazione

Nuova nomina in Carlsberg Italia: da gennaio 2026 Alius Antulis assume il ruolo di Managing Director. Nel suo nuovo ruolo, Alius Antulis avrà il compito di consolidare ulteriormente il business dell’a...

Circana: il fuori casa cresce tra liquid revolution e food retail

30 aprile 2026 | Redazione

Il cliente si muove tra canali e occasioni diverse, senza più separazioni nette tra bar, ristorazione e distribuzione.

Notizie correlate

Classy Cocktails debutta nei duty free Avolta di Milano Malpensa, Firenze e Orio al Serio

30 aprile 2026 | Redazione

Il brand di cocktail ready-to-drink d’autore sbarca in tre aeroporti italiani e porta la mixology nel cuore dell’esperienza di viaggio.

Molinari rafforza il portafoglio con l'ingresso di Bitter Fusetti

30 aprile 2026 | Redazione

Molinari Italia S.p.A. annuncia l’ingresso di Fusetti Bitter nel proprio portafoglio, segnando un passaggio chiave nel percorso di crescita del brand e contribuendo al rafforzamento della strategia di espansione dell’azienda.

Rinaldi 1957 distribuisce in Italia il rum caraibico Damoiseau

29 aprile 2026 | Redazione

Nel 1942 Roger Damoiseau acquisisce la tenuta Bellevue, trasformandola in una distilleria dedicata alla produzione di rum. Oggi, sotto la guida dei nipoti, è una delle realtà più importanti della Guadalupa e una delle poche a valorizzare appieno il terroir locale.

Molinari Extra Challenge, iscrizioni aperte dal 5 maggio al 9 giugno 2026

27 aprile 2026 | Redazione

Si chiama Molinari Extra Challenge la nuova competizione dedicata ai bartender lanciata da Molinari. Una sfida che mette al centro originalità, tecnica e maestria nella miscelazione

Reverso Martini 2026: a Firenze trionfa la tecnica di Carlotta Grassi

24 aprile 2026 | Federica Bucci

Se il Martini Cocktail è il re della miscelazione, l’oliva ne è da sempre la corona. Ma cosa succede quando l’accessorio diventa protagonista e la tecnica di frantoio si fonde con quella del bancone?

Abbonati al magazine

Mixer Magazine 385 - Aprile 2026
04 2026

Mixer Magazine ispira da 40 anni professionisti e imprenditori di nuova generazione nel mondo del fuori casa.

Vuoi avere molto, molto di più? Registrati gratuitamente per avere accesso alle funzionalità avanzate
Registrati