2020, l’anno della riscoperta dei cocktail fluo

Sorpresa, nel 2020 è di nuovo boom per i drink fluo, ovvero miscele con sostanze fluorescenti. Che non sono una novità, sia chiaro. A diffonderli per primo in Italia ormai cinque anni fa è stato infatti Dario Comini, fondatore e titolare del Nottingham Forest di Milano. Il più facile da realizzare è il Gin Tonic perché l’acqua tonica contiene il chinino, una sostanza che si illumina di una luce bianco-blu quando viene posta sotto una lampada di Wood. Ma per rendere fluo un liquido si può pure sciogliere nella bevanda della vitamina A (con estrema attenzione al dosaggio) o delle vitamine del gruppo B (come tiamina, niacina e riboflavina) che sono altamente fluorescenti. Storico, per esempio, è il Gin Tonic Fluo di Comini servito in un bauletto con una lampada UV, un becher con ghiaccio, anice stellato e cannella, una brocca di tonica e una fiala con il gin arricchito da vitamina B2.

LO SCENARIO

Se i fluo cocktail oggi sono tornati di moda è grazie in particolare al traino del Paradiso Cocktail Bar di Barcellona, consacrato 20esimo al mondo nella classifica dei World’s 50 Best Bar 2019. Il fatto è che Giacomo Giannotti, barman fondatore del locale, usa spesso la vitamina B2 per creare presentazioni di grande impatto nel segno della fluorescenza. Risultato? Eccoli protagonisti delle cocktail list di moltissimi locali. E non solo nelle grandi città, ma pure in provincia.

Un esempio su tutti: nel nuovo menù del Block Boutique Bar di Pozzuoli firmato da Fabrizio Masecchia c’è anche il fluo drink Block Box, un twist del Gin Fizz dalle tinte shocking. Non basta: si moltiplicano gli eventi a tema, che riscuotono interesse da parte dei gestori e gradimento da parte del pubblico. Lorenzo Allegrini, bar manager tra i soci fondatori del tartare cocktail bar Nuda e Cruda di Milano, per esempio, dopo il successo ottenuto con il primo ciclo vuole programmare anche nei prossimi mesi SKIN, un neon party con dj-set e un’offerta speciale di tre piatti e tre drink fluo.

PERCHÉ PROPORRE I FLUO DRINK

Semplice: perché aiutano a incrementare il business, sono facili da preparare, stupiscono il cliente e rendono magica l’esperienza al bar. “Di grande impatto visivo, suscitano sempre un effetto sorpresa. Al vederlo servire, gli avventori spesso si incuriosiscono e non di rado chiedono di provarlo. E poi, i giovani li fotografano e postano su Instagram contribuendo così alla loro richiesta. Il target tra i 20 e i 30 anni, infatti, non è molto legato a Facebook ma è molto influenzato da Instagram. In particolare, ad avere un ritorno sugli incassi sono le stories. Circa il 20% di chi mette like viene poi a trovarci apposta per provarlo”, osserva Fabrizio Tanglota, barman tra i soci titolari del Block Boutique Bar di Pozzuoli. Inoltre, i drink fluo non costano tanto. “Tra vitamina B2 e lampada nera, il drink cost non subisce rilevanti variazioni di prezzo”, chiarisce Comini.

LA FLUORESCENZA IN PILLOLE
In collaborazione con Dario Comini

FOSFORESCENZA: fenomeno di emissione radiativa autonoma.
FLUORESCENZA: proprietà di alcune sostanze di assorbire radiazioni elettromagnetiche e di emetterle in modo visibile.

SOSTANZE FLUORESCENTI EDIBILI

Vitamina B2
Acqua tonica
Clorofilla
Importante: tra le vitamine, solo la B2 non ha controindicazioni di consumo, perché la quantità in eccesso viene espulsa dal nostro corpo.
Attenzione: le altre vitamine fluo si possono utilizzare in dosi prestabilite, che sono minime.

SOSTANZE FLUORESCENTI

Vasellina: verde
Evidenziatori: vari colori fluo
Chinino: azzurro
Acqua tonica: azzurro
Vitamina B2: giallo
Vitamina A: giallo
Detersivo sbiancante: blu
Clorofilla: rosso

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