Allarme peronospora in Abruzzo e Puglia. Uiv: “A rischio il 30-40% della produzione di vino”

«Attacco» peronospora in due tra le principali regioni italiane produttrici di vino, l'Abruzzo e la Puglia, che porteranno a tagli di produzione rispettivamente del 40 e del 30%. Le stime arrivano dal...

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«Attacco» peronospora in due tra le principali regioni italiane produttrici di vino, l'Abruzzo e la Puglia, che porteranno a tagli di produzione rispettivamente del 40 e del 30%. Le stime arrivano dall'Osservatorio dell’Unione italiana vini (Uiv), che conferma anche i pronti riflessi dei mercati con le quotazioni del vino sfuso rosso che dopo mesi di calma hanno registrato un balzo del 16%.

La nuova e inattesa ondata di malattia delle viti, alimentata per via delle piogge dopo il lungo periodo di siccità, interviene su uno scenario di mercato preoccupante. Come spiega Il Sole 24 Ore, “in Italia le giacenze di vino sono ai massimi e la prospettiva di una vendemmia abbondante avrebbe messo a serio rischio la tenuta dei listini. Ma da qui ad accogliere gli attacchi di peronospora come una panacea in grado di riequilibrare il mercato ce ne corre”.

La peronospora entra in azione in due momenti. “In primavera attacca soprattutto le foglie e anche i grappoli. Ma soprattutto si manifesta dopo l’invaiatura, ovvero l’accrescimento dei grappoli tra l’inizio di luglio e i primi di agosto – spiega il docente di Viticoltura ed Enologia dell'Università di Milano, Attilio Scienza – In quel caso la peronospora larvata si sviluppa all’interno dell’acino e non lo fa maturare. E penalizza la produzione sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo. Fare vino in queste condizioni è impossibile. È necessario intervenire con prodotti fitosanitari e tagliare le piante più giovani togliendo così spazio alla peronospora per propagarsi. Molti viticoltori sono restii a intervenire per evitare di far lievitare i costi di produzione ma è necessario per non mettere a rischio anche la produzione degli anni futuri”. Al momento l’obiettivo Ue di dimezzare le cure chimiche delle piante appare irrealistico.

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