bevande
03 Settembre 2019
I pubblici esercizi legati al settore turistico vedono una crescita della mole di lavoro molto importante nei mesi estivi, in particolare ad agosto, col picco di spostamenti nelle principali località meta dei vacanzieri italiani e non. Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, ha fotografato la situazione delle attività maggiormente coinvolte: ristoranti, bar, stabilimenti balneari e discoteche, per dare un quadro dello scenario occupazionale.
Nel solo agosto di quest’anno i lavoratori dipendenti occupati sono oltre 925.000 (12.000 in meno rispetto al precedente mese di luglio). Se si considerano anche i lavoratori indipendenti, 416.000, il numero arriva a circa 1.341.000. Dei lavoratori dipendenti la stragrande maggioranza lavora nei ristoranti: 575.544 persone, poco più del 62% del totale. A seguire, 302.847 lavorano nei bar, 41.710 negli stabilimenti balneari e 5.361 nelle discoteche. Focalizzandosi sul profilo dei lavoratori emerge che, per quanto riguarda il genere, c’è una sostanziale parità. Il 51,5% degli occupati sono uomini, il 48,5% sono donne. A questo proposito si segnala come ad agosto il numero di lavoratrici donne sia leggermente inferiore alla media annuale, che si attesta al 49,4%. Per quanto riguarda la nazionalità si segnala un 25,2% di stranieri, con contestuale 74,8% di italiani. Tra i lavoratori a tempo pieno (369.724) e quelli part time (555.738) c’è una prevalenza di questi ultimi che arrivano fino al 60% del totale.
Infine, tra le professioni più richieste troviamo il cameriere di sala e il banconiere di bar. A seguire cameriere di bar, aiuto cuoco, barista, banconiere di gelateria, cuoco di ristorante, cuoco pizzaiolo, banconiere di tavola calda e cuoco di albergo.
“Tra il livello medio dell’occupazione nei quattro mesi estivi, da giugno a settembre, e il livello medio dell’occupazione durante tutto l’anno c’è uno scarto di oltre 105.000 unità, pari al 13% - dichiara Lino Stoppani, Presidente Fipe –. Si tratta di numeri importanti che confermano come i nostri settori di riferimento rappresentino un vero e proprio traino per l’occupazione in Italia, anche nei mesi estivi. Tuttavia, ci sono ancora margini di miglioramento, se consideriamo che per un imprenditore su 4 resta difficile reperire le figure professionali richieste”.
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