Sanguinolento e vegetale: l’hamburger di Londra da provare  

Un hamburger che sembra vero, ovvero di carne, ma non lo è. Anche in questa direzione – controversa perché per nulla apprezzata dai vegani puristi, che la snobbano come inutile e anche un po’ sfigata, stile “vorrei ma non posso” – va l’evoluzione del cibo del futuro. Ma di cosa sa un hamburger vegano sanguinolento? Sono andata a provare il B12, la versione britannica del bleeding burger (nato a San Francisco, dagli anni ‘60 mecca del vegetarianesimo) realizzata dalla start up Moving Mountains. A Londra ce l’ha solo Mildred’s, terza succursale di uno storico locale vegano di Soho. Spiega Hugo Rocha: “Ce l’hanno proposto e abbiamo pensato di provare a metterlo in menu. Non è semplicissimo perché per avere un risultato ottimale è necessario rispettare rigidamente i tempi di cottura: per questo lo proponiamo per ora solo a mezzogiorno, perché la sera intralcerebbe l’andamento della cucina. Di certo ha suscitato molto interesse, abbiamo avuto grande risonanza sulla stampa come ‘il primo hamburger al sangue vegetariano di Londra’”. Il B12 è in effetti simile per aspetto e soprattutto consistenza a quello di carne, mentre il sapore è una sorta di strano ibrido, a metà tra un falafel e una carne di manzo, gradevole al palato. Sarà questa la carne del futuro? Intanto Aspettiamo di provare quella creata in laboratorio, che secondo Josh Tetrick, CEO della californiana Just, sarà commercializzata in Asia entro la fine del 2018.

Giovane, vegano e condiviso: il futuro in scena a Londra

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