Ristoratori, regna l’incertezza sulla data di riapertura

L’incertezza sulla data di riapertura e il prolungamento della crisi economica ha portato in piazza ristoratori a tre mesi esatti dai fatti di Capitol Hill 

La Capitol Hill italiana, così è stata definita da alcuni commentatori, l’ondata di protesta che ha raggiunto Montecitorio e altre città in Italia. 

Non è semplicemente per via dell’esiguo contributo concesso dal Dl Sostegni che ieri sono scesi in varie piazze italiane ristoratori e ambulanti. Contributi a fondo perduto che Flavio Briatorein diretta a Carta Bianca, hnuovamente definito “elemosine”. 

È piuttosto l’incertezza per il prossimo futuro, non sapere concretamente quando potranno riaprire ristoranti, pizzerie, bar; lo stesso problema che assilla oggettivamente albergatori e ambulanti e tutti coloro che operano nel mondo della cultura. 

La bella stagione è alle porte e molti sostengono, a ragion veduta, che il servizio di ristorazione possa essere svolto all’aperto, rispettando le misure di distanziamento. Non si vuole perdere un’altra stagione, perché per molti questo equivarrebbe a chiudere definitivamente l’attività. 

E non aiutano a calmare gli animi nemmeno le notizie che giungono dall’Istat che ha certificato l’aumento della disoccupazione, al 10,1%, quasi 1 milione di posti in meno, e la stragrande maggioranza di costoro che nemmeno è alla ricerca di una nuova occupazione. 

Aprile, cominciato con le festività pasquali, si conferma un mese chiave. Sul fronte del piano vaccinale. Da metà mese con l’arrivo delle dosi Johnson&Johnson, dovrebbe concretizzarsi il tanto atteso cambio di passo, coordinato dal Generale FigliuoloCosì dopo la riapertura delle scuole dovrebbe finalmente toccare proprio alle categorie che ieri hanno protestato. Ma si tratta pur sempre di ipotesi, che nessuno ora, dati alla mano, può ancora confermare. L’unica certezza è la speranza di uscire presto fuori dal tunnel.