Plastica monouso, novità e sanzioni dal prossimo 3 luglio

Approntato dal ministero della transazione ecologica il dlgs che recepisce la direttiva europea sulla plastica monouso.

 

Dopo le linee guida pubblicate dalla commissione europea sulla plastica monouso, si attendeva che ogni paese recepisse la direttiva 904/2019 (detta anche Sup).

Ora, come anticipa Italia Oggi, il Ministero della transizione ecologica ha approntato uno schema di dlgs per regolare la materia a livello nazionale.

Il documento è declinato per tappe cronologiche importanti.

La prima è il 3 luglio 2021, da questo momento sarà vietata l’immissione sul mercato di posate, piatti, bastoncini cotonati, cannucce, aste per palloncini, agitatori per bevande, contenitori per alimenti e bevande in polistirene espanso con relativi tappi e coperchi (l’elenco completo è disponibile nella parte B dell’allegato) e dei prodotti di plastica oxodegradabile.

E sempre dal 3 luglio 2021, assorbenti e tamponi igienici, salviette umidificate, prodotti del tabacco e tazze per bevande (allegato D per l’elenco completo) dovranno recare sull’imballaggio o sul prodotto stesso una marcatura in caratteri grandi, chiaramente leggibili e indelebili, secondo le modalità indicate dal Regolamento di esecuzione (UE) 2020/2151 del 17 dicembre 2020.

Dal 3 luglio 2024, i contenitori per bevande con una capacità fino a tre litri e i cui tappi e coperchi sono di plastica possono essere immessi sul mercato solo se i tappi e i coperchi restano attaccati ai contenitori per la durata dell’uso previsto del prodotto.

Infine, a partire dal 2025, bottiglie per bevande («bottiglie in PET»), contenitori per alimenti e sacchetti (nella parte F dell’allegato l’elenco completo) devono contenere almeno il 25 % di plastica riciclata, mentre a partire dal 2030, il contenuto di plastica riciclata dovrà salire al 30%, sempre calcolato come media per tutte tali bottiglie per bevande immesse sul mercato nazionale.

Quanto alle sanzioni lo schema di dlgs in anteprima sul  parla chiaro: i trasgressori saranno puniti con sanzione amministrativa pecuniaria da mille euro a diecimila euro. La sanzione è aumentata fino al doppio del massimo in caso di immissione di un quantitativo di prodotti del valore superiore al 10 per cento del fatturato del trasgressore.