Plastica monouso, messa al bando, finisce al museo

plastica monouso
Foto: Dezeen

Dall’idea di due designer tedeschi, la plastica monouso -bandita dalla normativa europea- diventa oggetto della mostra Spoon Archaeology.

Fossili, archeologia della mise en place (di quella usa e getta, ovviamente): è così che i designer tedeschi Kai Linke e Peter Eckart hanno scelto di rappresentare le posate di plastica usa e getta. Divenute, quindi, grazie all’inventiva dei due artisti, oggetti della mostra Spoon Archaeology organizzata per la London Design Biennale.

L’idea trova ispirazione nella normativa europea che mette al bando le posate in plastica monouso; da qui il concept dell’installazione che vuole trovare riposta a un attuale interrogativo etico: ‘come possiamo disegnare un mondo migliore?’.

L’esposizione di Spoon Archaeology è organizzata come quella di “un museo di storia naturale”, con gli oggetti conservati in teche di legno.

Gli oggetti in plastica esposti sono il frutto di una collezione partita 20 anni orsono e sollevano – dialetticamente – questioni critiche riguardanti la storia culturale della civiltà, la sostenibilità, la consapevolezza del clima, la funzionalità del design e il problema fondamentale di oggi con l’usa e getta.

Accanto all’esposizione nelle vetrine, la mostra prevede anche la proiezione – in loop – di tre video: uno, Fingers and Food, mostra le persone che usano le mani per mangiare e suggerisce come le culture potrebbero adottare alternative alle posate. Un altro, Beyond Spoon, mostra un iper cucchiaio generato tramite l’intelligenza artificiale. L’ultimo, Banana Leaf, è stato realizzato dai designer Charles e Ray Eames e mostra persone di diversi gruppi sociali, dai contadini ai sacerdoti, mentre mangiano i loro pasti con foglie di banana.