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21 Luglio 2017
All'indomani della firma da parte dei ministri Martina e Calenda dei due decreti interministeriali per introdurre l'obbligo di indicazione di origine del riso in etichetta, Carrefour Italia comunica di avere aderito per prima al progetto "100% Riso Italiano", "sposando così l'invito formalmente avanzato a tutta la grande distribuzione italiana dall'assessore all'Agricoltura della Regione Piemonte, Giorgio Ferrero".
"Attraverso un continuo confronto con la filiera e i produttori, e un'articolata campagna di comunicazione, il progetto '100% Riso Italiano' - fa sapere Carrefour Italia - ha l'obiettivo di valorizzare e rendere visibile al consumatore finale la provenienza italiana del riso". "Nel DNA di Carrefour Italia - commenta Grégoire Kaufman, direttore commerciale e marketing del gruppo della GDO - c'è la consapevolezza del ruolo che la grande distribuzione ricopre da un lato per sostenere la produzione di qualità territoriale, e dall'altro la necessità di intercettare le richieste dei consumatori verso un mercato più trasparente e informato. Abbiamo accolto, quindi, con entusiasmo l'invito dell'assessore Ferrero, con il quale abbiamo già in corso una proficua collaborazione nata ormai più di un anno fa con il progetto Piemunto, così da rendere disponibile nei nostri oltre 1000 punti vendita, sul territorio nazionale, prodotti di origine locale e provenienti da filiera controllata. Crediamo infine, sposando questo progetto, di sostenere un settore quale quello risicolo, che nell'ultimo anno ha subito un calo del mercato e su cui riponiamo forti speranze di ripresa".
"E' un'iniziativa che, unita alla modernizzazione dei rapporti contrattuali e al rilancio della promozione del nostro riso, come ho recentemente chiesto all'intero comparto della GDO - ha aggiunto l'assessore all'agricoltura della Regione Piemonte, Giorgio Ferrero - può segnare una svolta innovativa per il settore risicolo e il rilancio delle nostre produzioni a livello nazionale e internazionale. Su questo non mancherà il forte impegno della Regione Piemonte, anche a sostegno della nostra unica DOP, il riso di Baraggia, una denominazione che oggi è troppo poco utilizzata dai produttori, sulla quale occorre fare un grande investimento in termini culturali e di promozione a ogni livello, che coinvolga anche il territorio da cui proviene".
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