Mascherine e Green Pass: cosa è cambiato dal 1° maggio

Dopo 26 mesi di restrizioni e impedimenti, finalmente da domani la vita nei pubblici esercizi torna alla normalità. Lo stop all’esibizione del Green Pass per i clienti determinerà una riduzione notevole del carico di lavoro per i gestori e i dipendenti di bar e ristoranti che fino ad oggi sono stati costretti a controllare in media 20 milioni di certificati verdi ogni giorno”. 

E’ quanto ha detto Aldo Cursano, vice presidente vicario di Fipe-Confcommercio, Federazione Italiana Pubblici Esercizi commentando la fine dell’obbligo del cretificato verde per le consumazioni al chiuso.

Dal 1° maggio, infatti, non bisogna più esibire il certificato verde nei bar e ristoranti, anche se la protezione è ancora raccomandata in caso di affollamento. Pe favorire il turismo dall’estero, inoltre, l’esecutivo ha disposto l’abolizione anche del modulo Plf (il «Passenger locator form») per chi arriva nel nostro Paese dall’estero. L’alto numero di contagi e di vittime ha convinto però il governo a conservare ancora qualche elemento di precauzione. Fino al 15 giugno 2022 servirà ancora la mascherina Ffp2 per gli spettacoli aperti al pubblico che si svolgono al chiuso in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, locali di intrattenimento e musica dal vivo e in altri locali assimilati.

La fine dell’uso della mascherina all’interno dei locali rappresenta, soprattutto dal punto di vista psicologico, un ritorno a condizioni di lavoro normali. A questo punto, però, non si può fare il percorso a metà. Come Federazione dei Pubblici esercizi auspichiamo che anche i protocolli di sicurezza nei luoghi di lavoro si adeguino con coerenza alle nuove disposizioni di legge eliminando l’obbligo per i dipendenti di indossare la mascherina. Saranno le imprese a valutare quale sia la scelta migliore da fare in relazione all’evoluzione del quadro dei contagi e all’organizzazione dell’attività”, ha proseguito Cursano.

Saranno dunque ancora obbligatorie le mascherine in discoteca, ad eccezione della pista da ballo. Una limitazione che durerà fino al 15 giugno e che, solo per fare un esempio, trova in disaccordo Alberto Baldaccini, socio dell’Hollywood, tra le discoteche più note di Milano.

Siamo molto amareggiati, le discoteche sono l’unica attività a mantenere le mascherine ed è complesso spiegarlo ai clienti mentre tutti gli altri esercizi le hanno rimosse. Per noi questa situazione è sicuramente un peso”, ha detto all’Adnkronos. “Siamo fiduciosi che a giugno questo obbligo verrà tolto andare avanti con le mascherine è molto penalizzante. In due anni di Covid siamo stati trattati come untori della società e nei nostri confronti, come sempre, viene ancora adottato il sistema del due pesi e due misure”.