Green pass, Fipe: “Ingiustificata la proroga per ristoranti e bar”

La Fipe si schiera contro il mantenimento dell’obbligo di green pass per bar e ristoranti al chiuso anche dopo la fine dello stato di emergenza.

L’eliminazione del green pass con la fine dello stato di emergenza non può escludere la ristorazione. Oltre il 40% dei turisti alloggia in strutture ricettive extra alberghiere e bar e ristoranti sono servizi essenziali del soggiorno“, si sottolinea in una nota Federazione Italiana Pubblici Esercizi. Che aggiunge: “In più il controllo del certificato verde a carico degli esercenti per l’accesso ai pubblici esercizi era ed è una misura emergenziale e come tale deve essere superata nel momento in cui si conclude lo stato d’emergenza“.

Di qui il disaccordo nei confronti di una misura che viene giudicata eccessiva. “Imporre questo impegno per altri 30 giorni ai gestori dei locali, in una stagione determinante per le attività turistiche quale è l’avvio della primavera e con la Pasqua alle porte, non ha più alcuna giustificazione. Ogni giorno l’obbligo impone di dedicare almeno una persona a questo compito a fronte di un numero minoritario di ‘no vax’ che ha già deciso, a prescindere, di non vaccinarsi“.

In altri termini un costo inutile in un periodo fortemente critico. “Siamo stati in prima linea, da subito, nel sostenere, senza se e senza ma, la campagna vaccinale e le varie misure introdotte, Green Pass incluso, ma oggi resta la spiacevole sensazione che non si comprenda pienamente lo stato in cui versa il settore e la sua importanza come seconda voce di spesa dei turisti“, prosegue l’associazione plaudendo alla decisione che, dal primo aprile, impone lo stop al green pass per gli stranieri. “Bisognava però avere maggior coraggio dando un po’ di respiro alle nostre imprese, piegate da due anni di pandemia, da un aumento esorbitante dei costi dell’energia e delle materie prime alimentari e dall’assenza di flussi turistici“.

A mettere nero su bianco la necessità di accelerare l’uscita dalle misure restrittive è stato, invece il ministro del Turismo Garavaglia. “A lui va il nostro ringraziamento, per avere rimarcato l’importanza della ristorazione e come a provvedimenti di restrizione debbano seguire compensazioni economiche“.

Più in generale, però, servono provvedimenti urgenti. “E servono subito anche a costo di un ennesimo scostamento di bilancio”, conclude la comunicazione di Fipe-Confcommercio.