Lo chef Andrea Laurenzi all’Hotel Castello di Petroia

image004«Il lavoro si impara con le mani». È il mantra dello chef Andrea Laurenzi, che impasta ogni sera farina, uova, zafferano, briciole di tartufo e materie prime freschissime, provenienti dalle campagne umbre, nel Ristorante dell’Hotel Castello di Petroia (PG), raffinato maniero secolare che si innalza su una verde collina sulla strada tra Perugia e Gubbio. Andrea Laurenzi, che ha 33 anni ed ha cominciato da giovanissimo a cucinare da autodidatta per poi diventare, con impegno, esperienza ed una passione innata uno chef di talento, invita gli ospiti nella sua prestigiosa cucina tra le spesse mura antiche in cui nacque Federico da Montefeltro (il Duca di Urbino), ad impastare gnocchi, ravioli, cappellacci e tagliatelle, sperimentando con diversi ingredienti – tutti di stagione e molti coltivati nelle terre che circondano il Castello – diverse tipologie di pasta fatta a mano: la sua specialità.

Le sfoglie, preparate anche con la farina di farro o con lo zafferano umbro, danno vita a piatti originari della tradizione locale, reinventati con creatività e nello stile di una tavola davvero da signori. Lo Chef gioca con le materie prime puntando sulla qualità e la ricercatezza dei piatti, che vengono serviti a cena – nella storica Sala degli Accomandugi, la famiglia dei conti di Petroia di cui faceva parte Elisabetta, madre di Federico da Montefeltro – agli ospiti del Relais e ai visitatori esterni che vogliono concedersi una serata da commensali privilegiati.

Nelle atmosfere medievali originali, il cui fascino è esaltato dagli elementi in pietra, in legno e dai mobili d’epoca, illuminati da candele soffuse, si assaporano per esempio “ravioli ripieni di patate di Colfiorito e pistilli di zafferano su battuto di osso buco”, oppure “gnocchetti di patate saltati con salsiccia umbra e tartufo nero” e poi un’altra specialità che nasce dai pascoli del Castello: il “controfiletto di Chianina” (circa 100 vacche chianine sono allevate tra i 230 ettari di natura che circondano il maniero). Ogni piatto, sia di carne che di pesce, è preparato al minuto su richiesta dell’ospite. I corsi di cucina sono riservati ad un numero limitato di persone e su richiesta. Invece il ristorante è aperto tutti i giorni dalle 19.30 alle 22.00, con prenotazione a richieste@petroia.it o via telefono: 075920287.

Per informazioni: Hotel Castello di Petroia, Loc. Petroia –  Gubbio (PG) Tel. 075 920287 Sito Web: www.petroia.it

Nelle mense di nobili e signori, già nel Medioevo – raccontano studi e aneddoti antichi – si apprezzavano le portentose proprietà del tartufo, considerato come la “quintessenza” per il piacere dei sensi. Chissà se i conti e i duchi, che hanno abitato il millenario Castello di Petroia (PG), hanno avuto il raffinato fiuto che guida oggi i cercatori di tartufo e soprattutto gli amici a quattro zampe nelle meticolose ricerche del pregiato fungo. Senza dubbio oggi, intorno a questo gioiello storico, dove Elisabetta Accomandugi diede i natali a Federico da Montefeltro, e che si erge autentico con il suo mastio dell’ XI secolo e le antiche mura del borgo medievale sulla fresca collina che si staglia sulla strada provinciale tra Gubbio e Perugia, la morfologia del terreno e la sovrabbondanza di “piante da tartufo” creano le condizioni perfette per la nascita del re della tavola umbra. Così, per mettere alla prova fiuto e abilità, i privilegiati ospiti dell’Hotel Castello di Petroia – dove ancora oggi si può vivere come signori medievali nelle 13 camere ed esclusive suite del maniero – a settembre 2015 partono al seguito dell’arguto fattore Cesare e l’inseparabile compagna Stella lungo i sentieri che si snodano nella natura che decora i 300 ettari di boschi e prati che circondano la fortezza. Cesare individua le tartufaie e lo splendido esemplare femmina di Kurzhaar (Stella) completa l’opera, scavando con estrema precisione il posto in cui si trova il più nobile prodotto della terra. Il freschissimo tartufo, che gli ospiti del Castello si divertiranno a cercare con l’infallibile coppia di cavatori, sarà poi portato nella cucina dello Chef Andrea Laurenzi, re del ristorante del maniero, che esalterà i sapori del rinomato fungo preparando piatti d’autore che saranno serviti agli ospiti-cercatori. Un’esperienza unica per quanti parteciperanno a questa particolare “caccia al tartufo”, in quanto potranno godersi anche il piacere di passeggiare nella natura più selvaggia, tra roverelle, lecci, noccioli, cerri e querce secolari, scoprendo i 19 percorsi che si snodano nel parco naturale del maestoso Castello di Petroia, dove non mancano coltivazioni di olivo e dove vige un severo rispetto per la biodiversità.