Green pass europeo, allo studio regole condivise

Parte la fase sperimentale della piattaforma per il green pass europeo. Sarà valido a partire dal 14° giorno dopo l’ultima dose e verrà rilasciato anche a chi sia guarito dall’infezione entro 180 giorni. Intanto in Italia ‘si studia’ il pass digitale.

Prende il via il 1° giugno la piattaforma europea per il green pass: 7 gli Stati membri che si collegheranno in questa prima fase sperimentale, prima che il pass entri in vigore in tutti i 27 Stati

Per usufruire della piena operatività della piattaforma a livello europeo, si dovrà comunque attendere il mese di luglio, ovvero dopo che sarà completato a fine giugno l’iter legislativo.

Il pass europeo sarà concesso: a chi abbia completato l’iter vaccinale (due dosi per Pfizer, Moderna, AstraZeneca, 1 sola dose per il Janssen e 1 sola anche alle persone guarite), e in questi casi si dovrebbe essere esenti da quarantene e test; a chi abbia sviluppato l’immunità per aver contratto ed essere guarito dall’infezione entro da non più di 6 mesi; a chi abbia fatto un tampone molecolare nelle ultime 72 ore o antigenico nelle ultime 48.

Ad ogni modo pare che la Commissione sia intenzionata a lasciare un certo margine di discrezionalità ai singoli Stati purché venga garantita un’uniformità di trattamento a tutti i cittadini europei.

Per esempio: sull’iter vaccinale l’Italia ha attualmente una posizione diversa, il pass nazionale, infatti, verrà concesso anche a chi abbia fatto solo la prima dose da almeno 15 giorni. Se questa è la norma italiana la Commissione chiede che la medesima flessibilità sia estesa anche ai cittadini europei che vogliano entrare nel Belpaese, senza avvantaggiare, quindi, gli italiani rispetto agli altri europei. Che la regola di una sola dose, valga per tutti, dunque, sul territorio italiano.

E i cittadini extra- Eu?

“Se vengono in Europa con la prova di vaccinazione, saranno in grado di avere anche il certificato digitale Ue Covid e stiamo chiedendo agli Stati membri di usare lo stesso certificato per consentire loro di circolare nell’Ue” –  spiega il commissario europeo alla Giustizia Didier Reynders in conferenza stampa da Bruxelles.

E in Italia?

Nel nostro Paese, vige ancora il pass cartaceo che, grazie ai vantaggiosi cambi di colore, attualmente non occorre esibirlo per gli spostamenti. Tuttavia, da momento che è necessario per partecipare alle feste private (leggi, per esempio, matrimoni, cresime e comunioni) sarà utile capire come si potrà ottenere quello digitale, quando entrerà in vigore questa nuova modalità. Due, attualmente, le ipotesi allo studio: o tramite l’app Io o tramite l’app Immuni. In base all’opzione che prevarrà servirà lo Spid o una password generata con codice otp.  

Accanto a queste ipotesi ‘nazionali’, alcune Regioni si stanno però muovendo anche in autonomia: in Toscana, per esempio, pare ci sia l’intenzione di veicolarlo con la App Smart SST. Oggi, i residenti possono scaricarlo dal fascicolo sanitario al sito open.toscana.it o recandosi con la tessera sanitaria ai totem dell’Asl. Come si può capire la situazione è ancora piuttosto fluida.