Fuori casa, crescono i consumi. Ma alla sicurezza non si rinuncia. I dati NPD

Tornano a cresce i consumi fuori casa: il 41% dei consumatori ha già ripreso a frequentare bar e ristoranti e i 53% lo farà nei prossimi mesi. Nessuna deroga, però, alle norme di sicurezza. Le rilevazioni di NPD.

 

Ricominciano a girare gli ingranaggi dei consumi fuori casa.

A confermarlo anche le recenti rilevazioni di The NPD Group, che evidenziano come il 41% dei consumatori già frequenta bar e ristoranti come prima della pandemia e il 53% tornerà a farlo entro la fine dell’anno. E non basta: buone nuove arrivano anche in relazione ai consumi fuori casa, che da metà aprile hanno pigiato sull’acceleratore, tanto da raggiungere a giugno il 95% della spesa registrata a gennaio 2020.

Ovviamente, i livelli pre-crisi non sono però dietro l’angolo. I consumatori sono ancora un po’ frenati da alcune variabili. Intanto dal fatto che non tutte le attività outdoor abbiano ripreso a pieno regime.

E poi da remore più legate alla sicurezza e incrementate in questi giorni dalla bagarre sull’estensione (o meno) del pass vaccinale.

Sulla sicurezza, infatti, gli italiani non sembrano voler derogare. Come illustra NPD, il 43% degli intervistati dichiara di non voler frequentare bar e ristoranti senza misure di sicurezza. Tra i desiderata dei consumatori c’è la distanza tra i tavoli, le procedure di pulizia a sanificazione, la disponibilità di tavoli all’aperto.

Sicurezza sì, ma anche solidarietà verso gli esercenti: il 47% del campione sostiene infatti che negli ultimi mesi le chiusure e le restrizioni imposte ai ristoranti sono state troppo severe.

“I consumatori sono sensibili al tema della sicurezza anche se nel tempo la loro percezione è cambiata – precisa in merito Matteo Figura, Direttore della divisione Foodservice in NPD – “Le nostre rilevazioni indicano che a ottobre il 12% riteneva i ristoranti luoghi più rischiosi dove poter essere infettati dal Covid, oggi lo pensa solo il 7%”.

E sempre restando in ambito sicurezza: in che misura il vaccino influisce sulla frequentazione dei locali?

L’indagine di NPD ha rivelato che se per il 60% la decisione di frequentare i locali pubblici è avulsa dalla somministrazione del vaccino, il restante 40% è invece diviso tra chi aspetta di farsi vaccinare e chi attende che la maggioranza della popolazione sia vaccinata.

Atteggiamenti così commentati da Matteo Figura: “La percezione dell’immunità di gregge ha di certo un impatto sui consumi fuori casa. Se si vuole tornare ai livelli di mercato pre-crisi bisogna creare le condizioni affinché anche i consumatori più esigenti e selettivi possano tornare alle loro abitudini sentendosi al sicuro. Anche se un’ulteriore restrizione o regola imposta ai ristoratori complica la gestione dei punti vendita, un incentivo alla vaccinazione e l’immunità di gregge aiuterebbe, nel medio termine, ad accorciare l’ultimo miglio per tornare ai livelli di mercato pre-crisi.”