Federvini, fuoricasa: nel 2021 giro d’affari di vini e spiriti a 66 miliardi

Arrivano buone notizie per tutto il comparto dall’Osservatorio Economico Federvini, realizzato in partnership con Nomisma e Trade Lab. Se nel canale trade-off, per il vino italiano il 2021 ha segnato la ripresa delle vendite sia sul mercato interno che internazionale (+6,1% a fine settembre rispetto allo stesso periodo 2020, grazie soprattutto al forte impulso dato dagli Spumanti), anche il consumo fuori casa si conferma uno dei capitali di spesa a cui gli italiani non vogliono rinunciare.

“I dati mostrano che i nostri comparti godono di buona salute, ma non tutto va bene”, ha però detto Micaela Pallini, Presidente di Federvini sottolineando come la recrudescenza della pandemia, i prezzi della materie prime, gli aumenti dei costi di trasporto e gli attacchi al Made in Italy attraverso l’introduzione di dazi o barriere normative mettano a rischio la ripresa. “Per tutti questi motivi, ci aspettiamo supporti concreti dalle nostre istituzioni: nella semplificazione amministrativa, nella promozione sui mercati internazionali e nella tutale delle nostre indicazioni geografiche”.

Per quanto riguarda il “fuori casa”, oggetto dello studio condotto da TradeLab, il 2021 vedrà il consumo di cibi e bevande toccare quota 66 miliardi di euro, in crescita del 22% sul 2020 ma inferiore di 19 miliardi di euro da quanto fatto registrare nel 2019. “Il ritorno ai livelli pre-pandemia ci sarà l’anno prossimo”, ha sottolineato Bruna Boroni, Director Industry AFH TradeLab. Ma già ora si può dire che il segmento vini e spiriti sta andando meglio (+5%) rispetto all’intero mercato dei consumi fuori casa (-23% a fine settembre), anche se la perdita registrata nel 2021 arriverà a 31 miliardi di euro.

A fare da traino ai dati è stata in particolare la stagione estiva, con 170 milioni di aperitivi consumati fuori casa, e 101 milioni di cocktail. Non solo, nei primi 9 mesi del 2021 la ripartizione delle consumazioni di vini e spiriti fuori casa vede al primo posto il vino con 330 ml. (29%), bollicine 120.ml (calici/bottiglie -15%) e amari e liquori dolci 115 ml. (14%).

“Alla fine del 2021 il canale Horeca arriverà a 66 miliardi di euro, un risultato comunque positivo che diventa ancora più rilevante se si pensa che il 20% delle consumazioni che gli italiani hanno fatto fuori casa sono proprio di vini e spiriti”.
 
Ma non è tutto, perchè nello scenario della ripartenza, per i pubblici esercizi non mancano le direzioni su cui investire. A cominciare dal mondo dei cocktail e della mixology, sempre più diffuso anche nei ristoranti (in particolare di fascia medio/alta), per proseguire con il delivery. Da gennaio a ottobre gli italiani, infatti, gli italiani hanno speso 800 milioni di euro nel Food Delivery online, con la stima di chiudere l’anno a 1,2 miliardi di euro, +100% rispetto al 2019.