Digitale e fuori casa, un binomio che funziona? Il convegno di Mixer

Il binomio forse ancora non funziona del tutto, almeno stando a quanto è emerso nell’incontro “Il digitale, un asset importante per lo sviluppo del business del fuori casa” organizzato da Mixer nell’ambito dell’edizione romana della Social Media Week, che si è tenuta presso la Casa del Cinema, nel cuore della Capitale nel parco di Villa Borghese.

Egidio Ottimo

Secondo una ricerca presentata da Egidio Ottimo, partner TradeLab, davanti a un pubblico costituito per lo più da ristoratori romani, ogni anno ci sono circa 12 miliardi di contatti tra i consumatori e i punti di consumo (dai bar ai ristoranti) di cui circa la metà contendibili, ovvero conquistabili mediante una corretta informazione.
Il luogo principe per intercettare, e ancor meglio, stimolare, la domanda è la rete. La maggior parte dei consumatori usa il digitale per rapportarsi con il mondo del fuori casa: informarsi, scegliere il locale, ordinare e ricordare l’esperienza.

Luciano Sbraga e Fabio Spada
Andrea Lamperti

Il consumatore è pronto, il ristoratore medio forse un po’ meno, per lo meno quello romano, stando ai racconti di Fabio Spada, presidente di Fipe Roma che ha descritto una realtà ancora fatta da imprenditori legati alla propria clientela abituale, poco avvezzi alle nuove tecnologie e diffidenti soprattutto nei confronti delle recensioni.
Fipe però ha avviato una collaborazione con il principale portale di recensioni, come ha raccontato Luciano Sbraga, Direttore del Centro Studi Fipe, per insegnare ai ristoratori come sfruttare al meglio le potenzialità di questo strumento che ha reso globale la tradizione del passaparola.
Una ricerca condotta dall’Osservatorio Internet Media e Innovazione Digitale nel Turismo del Politecnico di Milano conferma che, come ha spiegato Andrea Lamperti Direttore dell’Osservatorio, solo per una piccola parte di ristoratori i portali di recensione rappresentano una opportunità. Molti usano Facebook o Instagram per farsi conoscere e comunicare con i clienti e potenziali tali, ma lamentano che il tempo che dedicano ai social è inferiore a quello che sarebbe necessario.

Elena Consonni