Dehors, dal 1° aprile torna la tassa: “Governo intervenga”

Oltre alle chiusure, alle restrizioni e alle limitazioni, il Covid ha portato per i pubblici esercizi in tutta Italia la possibilità di utilizzare gratuitamente il suolo pubblico, laddove possibile, per sfruttare il più possibile gli spazi all’aperto – dove il virus si propaga con molta meno facilità – per la somministrazione.

Una possibilità che molti bar e ristoranti hanno sfruttato anche per realizzare nuovi dehors o ampliamre quelli esistenti. Ora però, che il virus sembra essere entrato nella fase endemica, autorevoli fonti del governo assicurano che lo stato di emergenza sanitaria, in scadenza il 31 marzo, non sarà ulteriormente prorogato.

Alla stessa data, scadrà la moratoria sulla tassa di occupazione del suolo pubblico per i pubblici esercizi, come previsto dall’ultima legge di Bilancio. Ma su quest’ultimo punto, le associazioni di categoria chiedono al governo un intervento che estenda l’agevolazione ancora per alcuni mesi senza penalizzare le casse comunali.

Al di là della moratoria stabilita dai governi durante l’emergenza Covid, la concessione del suolo pubblico è infatti competenza dei comuni. Che al momento, in assenza di una direttiva a livello nazionale, si stanno muovendo in ordine sparso. Qualche amministrazione ha già fatto intendere di essere intenzionata a prorogare il benefit fino a giugno o alla fine dell’estate, altre fino al 31 dicembre, altre ancora – fra cui quelle di grandi città come Roma, Milano o Torino – hanno invece fatto sapere che dal 1° aprile la tassa di occupazione tornerà regolarmente in vigore, anche se nel capoluogo lombardo sarà concesso fino al 31 dicembre uno sconto del 20% per quelle attività che chiederanno la trasformazione da temporanee a permanenti delle nuove occupazioni realizzate dal 2020 a oggi. Secondo l’Epam, l’associazione provinciale milanese dei pubblici esercizi che fa capo a Confcommercio, si tratta in tutto di circa 2.500 spazi, l’80% dei quali diventeranno definitivi.

Agnese Trufelli

Nel recente decreto Milleproroghe è poi prevista la proroga fino al 30 giugno di alcune disposizioni a favore dei dehors, in particolare la presentazione semplificata, senza pagamento dell’imposta di bollo e per via telematica, delle domande per l’occupazione del suolo pubblico e la posa di tavolini all’aperto, con l’esclusione di strutture fisse. Una misura di scarsa rilevanza, secondo le associazioni di categoria, che invocano un intervento a livello governativo che permetta ai comuni di prorogare la gratuità dell’occupazione di suolo pubblico almeno fino alla fine dell’estate.

Comprendiamo le esigenze di bilancio delle amministrazioni locali in questo momento difficile – osserva a Mixer Planet Agnese Trufelli, vicedirettore di Confcommercio Marche Nord – tuttavia non dobbiamo dimenticare che i pubblici esercizi hanno visto un tracollo dei propri fatturati negli ultimi due anni: considerando anche il rincaro delle bollette energetiche e delle materie prime, un’estensione dell’agevolazione che consenta di sfuttare gratuitamente gli spazi all’aperto, se non fino a fine anno, quanto meno nella stagione calda, costituirebbe una boccata d’ossigeno importante per molte attività attualmente allo stremo, soprattutto nelle località turistiche in cui si è registrato un crollo delle presenze“.

L’ipotesi sarebbe quella di mettere a disposizione dei fondi statali per quei comuni che decidessero di prorogare il benefit nei prossimi mesi, così da compensare almeno parzialmente i mancati introiti. La soluzione, peraltro, contribuirebbe a incentivare il ritorno dei consumatori in bar e ristoranti dopo i timori legati alla pandemia: una ricerca condotta lo scorso anno dall’Ufficio Studi Fipe su Roma dimostra che il 64% dei consumatori abbia preferito mangiare all’aperto in questi mesi e il 56% intenda continuare a farlo anche in pieno inverno.