caffè
06 Novembre 2024
Starbucks cambia strategia: a partire dal 7 novembre, la catena americana di caffè elimina i costi aggiuntivi sulle bevande a base di latte vegetale negli Stati Uniti e in Canada. Questa decisione, che coincide con il lancio del menu natalizio, risponde sia ai recenti dati di vendita che alla crescente domanda dei clienti per opzioni più sostenibili.
Come riportano le testate americane, le bevande con latte di soia, mandorla, avena o cocco sono la seconda scelta più richiesta nei punti vendita Starbucks, subito dopo l'aggiunta di un espresso. Attualmente, Starbucks applica un sovrapprezzo di 70 o 80 centesimi, a seconda del mercato, per queste opzioni, ma con la nuova strategia il costo verrà ridotto di oltre il 10%.
«Al centro dell’esperienza Starbucks c’è la possibilità di personalizzare la propria bevanda. Rimuovendo il sovrapprezzo per i latti vegetali, sosteniamo tutte le modalità in cui i nostri clienti possano godersi i servizi e prodotti Starbucks», afferma Brian Niccol, presidente e CEO di Starbucks, ai giornali locali.
Questo nuovo approccio risponde a una diminuzione delle vendite globali della catena registrata negli ultimi mesi. Infatti, il reddito netto dell’azienda ammonta a 909,3 milioni di dollari, rispetto ai 1,22 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso.
Ma non solo. L’azienda risponde anche alle esigenze e scelte dei suoi clienti, sempre più orientati verso opzioni più responsabili e consapevoli, ottenendo anche il supporto di Plant Based Foods Association, che considera l’approccio di Starbucks un esempio da seguire per altre realtà.
«Non è giusto che le persone che non consumano lattosio, sia per intolleranza, scelte personali o etiche, debbano pagare un sovrapprezzo. Con maggiore consapevolezza e prezzi più equi nell'industria food and beverage, l'esempio di Starbucks può contribuire a un cambiamento», spiega Hannah Lopez, responsabile dello sviluppo del mercato di Plant Based Foods Association.
L'iniziativa, al momento, riguarderà solo il mercato statunitense e canadese, ma, come dichiarato dallo stesso Brian Niccol, è prevista un'estensione anche a realtà internazionali.
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