Andrea Iannone. Dalla Ducati al suo ristorante ‘Ventinove’

26 anni di cui 11 passati in sella a una moto. Andrea Iannone, classe 1989 dal 2015 è passato al team Ducati assieme ad Andrea Dovizioso.

Ha ottienuto un terzo posto in Qatar, e secondo in Italia dopo essere partito dalla pole position.

Il pilota di Ducati è stato una rivelazione in questa stagione e punta alla terza piazza in campionato, occupata ora da Marc Marquez, da cui dista solo 12 punti. Andrea Iannone è infortunato alla spalla sinistra, ma confida nel grande lavoro della Clinica Mobile per poter avere belle prestazioni nelle ultime quattro gare, prima di potersi finalmente operare.

Lo scorso febbraio ha acquisito un noto e centralissimo bar di Vasto che ha chiamato con il suo numero, 29 (Ventinove, L’angolo di Giada). Si tratta del “Bar in piazza”, ubicato nella centralissima Piazza Rossetti, che Iannone ha deciso di rilevare e di rilanciare attraverso un ambizioso programma di investimenti.

Come sei arrivato alla moto, e a quale età hai cominciato a ‘fare sul serio’?

Ci sono arrivato a piedi camminando, l’ho incontrata, sono salito sopra e ho fatto il primo giro! Come tutti d’altronde, con i miei piedi!.

Come pilota, quale pensi sia la tua dote migliore?

Credo la tenacia, il fatto di crederci sempre e di non mollare mai. E di vedere cose sempre in modo positivo.

Che sensazioni ti dà trovarti nella parte alta della classifica generale di moto GP, con gente come Rossi, Lorenzo e Marquez?

Sicuramente sono contento perché vuol dire che ho disputato finora un campionato abbastanza positivo. Ovviamente non proprio come io avrei voluto e vorrei, perché un pilota sempre ambisce al massimo a ottenere risultati migliori, ma quasi sempre abbiamo sfruttato al meglio il nostro massimo potenziale. Il momento in cui riusciremo a disporre di qualcosa di più, potremo continuare a crescere.

Dove può arrivare la Ducati quest’anno, e dove puoi arrivare tu?

Sicuramente dove posso arrivare io e dove può arrivare Ducati queste sono cose che viaggiano insieme, quasi sullo stesso binario. Se io non guido bene la Ducati, la Ducati arriva male, e se la Ducati non funziona bene, il pilota arriva male. Credo che quest’anno in generale ho un buon feeling con la mia moto, in Ducati è stato fatto un lavoro incredibile durante l’inverno dopo la fine dell’anno scorso e credo che abbiamo ancora del potenziale da sfruttare e che da qui alla fine del campionato potremo tornare a ottenere risultati importanti.

Se non avessi fatto il pilota di moto verso quale professione pensi ti saresti orientato?

Comunque sportivo, perché mi piace la vita dello sportivo e lo sport in generale.

In occasione delle gare i piloti osservano una dieta particolare?

Non svolgo una dieta particolare, sono abituato a mangiare bene. In generale per come sono e per come sono cresciuto, ho sempre mangiato molto pesce, molta carne, non tantissima pasta, preferisco il riso. Anche verdure negli ultimi anni, non mi sono mai piaciute tanto ma ultimamente sto imparando. Non ho mai mangiato patatine fritte per esempio, e credo di mangiare bene senza seguire una dieta particolare.

Parliamo di cucina. Sei una buona forchetta?

Dipende dai periodi e dai momenti. Posso anche esagerare qualche volta, magari, con gli gnocchi, il mio piatto preferito, ma in altro no.

Sai far da mangiare?

Non sono uno chef ma i piatti base li so fare. Mi allenavo fuori, vivevo da solo quindi ho imparato a cucinare un piatto di pasta, il riso, la carne.

Quali sono i tuoi piatti e le tue bevande preferite?

Bevo tanta acqua.

A Vasto, o in qualsiasi luogo d’Italia e del mondo, c’è qualche locale che frequenti volentieri? E perché?

A Vasto c’è il ristorante 29, che io frequento molto volentieri perché è il mio! Poi perché secondo me si mangia bene!

Il carattere si vede dai gusti che si hanno a tavola? Perciò il tuo è?…

Non sono un tipo facile, dipende dai momenti. In generale sono buono, generoso con le persone a cui voglio bene, che mi vogliono bene, anche quelli che non conosco, però mi arrabbio molto quando voglio ottenere un risultato e non ci arrivo nei tempi che io mi prefisso. Però sono maturato e ho capito che arrabbiandosi, ci si mette più tempo per arrivare perché ti distrai e perdi più tempo.