Vino: calano le scorte, meglio l’export. Si spera nelle riaperture

Calano finalmente gli stock in cantina e si riducono le perdite sul fronte dell’export: per un settore, come quello del vino, che nel 2020 ha perso ¼ del business sul mercato interno, si tratta di notizie confortanti. La valutazione dell’Osservatorio di Unione italiana vini.

Vendemmia ricca, quest’anno (+3,2%), ma nonostante questo le giacenze di vino in cantina si riducono, avvicinandosi alle quantità del medesimo periodo del 2020: +1,5% mentre (lo scorso mese erano a +3,6%), con i vini Dop addirittura a -0,6% (bianchi a -1,8%). Numeri interessanti che fanno sperare in una ripresa, quelli che emergono dall’Osservatorio di Unione italiana vini.

Buone notizie anche per quanto attiene l’export dove si cominciano gradualmente ad attenuare le perdite: in Usa, per esempio si passa dal -22% di gennaio al -15% di febbraio per arrivare a marzo con il -9,7%. Per non dire degli spumanti che ripartono con +11%.

Bene la performance nel trimestre in Cina – si legge nell’Osservatorio – dove i super dazi ‘inflitti’ all’Australia hanno offerto importanti opportunità ad altri Paesi come la Francia (+47,7%) e l’Italia (+17%). In rialzo infine i prezzi, anche a causa delle gelate, che schizzano a +20% per i bianchi, con una spirale psicologica rialzista un po’ dappertutto.

Per il segretario generale Uiv, Paolo Castelletti: “Le dinamiche di mercato sembrano andare nella direzione prevista e auspicata, ciò non toglie che le aziende, per risollevarsi dai 3 miliardi di euro persi nel 2020 e da circa 500 milioni di euro di crediti incagliati, debbano essere accompagnate in questa prima fase da strumenti fiscali e finanziari adeguati che attendiamo nell’imminente Dl Sostegni bis. L’evoluzione del mercato – ha aggiunto il segretario Uiv – andrà di pari passo con le aperture e il settore oggi ha bisogno di promozione e liquidità, non di distruggere il proprio prodotto. In ottica di medio periodo, poi, la partita si giocherà sulle rese dei vini comuni; Uiv chiede che si ponga un tetto, in modo da poter evitare fenomeni di sovrapproduzione incontrollati”.