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16 Agosto 2022
La cabala deve mettere insieme le temperature medie e la quantità di pioggia, valutare la maturazione delle uve e decidere - con coraggio o anche con sfrontatezza - se anticipare rispetto al solito. Così a Monteverro –tenuta gioiello della Maremma del Sud, che ha fatto della sostenibilità e del rispetto della natura e dei suoi tempi, una vera e propria filosofia di approccio alle vigne – si è deciso di giocare d’anticipo.
“La stagione era partita benissimo con un bell’inverno, le giuste piogge e ottime temperature, con anche una pioggia primaverile perfetta per aiutare la crescita vegetativa”, rivela la squadra di lavoro, guidata dall’enologo Matthieu Taunay. “Il resto della primavera invece è stato caratterizzato dalla siccità, con un conseguente arresto vegetativo abbastanza precoce per piante, ma con un bell’equilibrio tra la resa (i grappoli) e l’apparato fogliare”.
Se le premesse erano buone e lasciavano presagire una vendemmia secondo i calendari canonici, l’inizio estate ha decisamente sparigliato le carte e costretto a una nuova riflessione, spingendo a ripensare le tempistiche di raccolta.
“L’inizio estate è stato decisamente caldo”, spiega Taunay. “Le piante piano piano sono andate in sofferenza e soprattutto c’è stata un’accelerazione dell’invaiatura e di conseguenza della maturazione. Alla luce di queste considerazioni, la vendemmia sarà anticipata ma complessivamente equilibrata. La sfida come sempre è trovare il momento giusto per la raccolta”.
Solo qualche giorno e le vigne di questo vitigno internazionale si animeranno, sarà un brulicare di cassettine rosse e donne e uomini tra i filari. Ma intanto è già iniziata la fase preparatoria.
Come il meteo anche il mondo enologico non è solo una scienza esatta, a renderlo davvero speciale solo le scelte delle singole cantine, la parte umana che è un mix perfetto di testa e cuore, così tra cambiamento climatico e variazioni sul tema precipitazioni e siccità, alla fine la natura detta le sue regole, l’uomo fa le sue scelte e ogni tassello del mosaico va al suo posto. E – a giochi fatti - l’unico giudizio di cui tener conto sarà quello del calice.
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