30 Aprile 2020
In anni in cui si parla di muri e di creare nuove barriere, c’è chi è contro-tendenza e i muri li abbatte. E' successo ad Alessandria: un muro di cinta è stato abbattuto e in due garage è nata una Bottega Solidale interamente dedicata all’Economia Carceraria: un luogo dove un mondo ristretto si apre alla città e fa conoscere un progetto sociale che ha come scopo principale creare lavoro e nuove opportunità d’integrazione.
“Siamo partiti nel 2015 con il progetto SocialWood che ha permesso di attivare la falegnameria didattica del Carcere di Alessandria rendendola produttiva”, dice Andrea Ferrari di Associazione ISES, “poi un giorno per caso, mentre eravamo in attesa di entrare in falegnameria abbiamo notato due garage in disuso fronte strada e con la Direttrice dell’Istituto abbiamo detto… 'Sarebbe bello aprire un negozio qui'. E dopo un anno di lavori e carte bollate abbiamo recuperato uno spazio importante per la città, un luogo dove esporre i mobili della falegnameria e uno spazio per tutte le produzioni dei carceri italiani”.
Nasce poi il marchio “Fuga di Sapori” per raccontare un’idea di contaminazione unica nella sua fattispecie: quella che uniti si va più lontani. Arrivano così, ad esempio, prodotti come la “Sbirra – Illegale non berla” o la “Skizzata – Bevila con calma”, due birre artigianali che con gli agrumi del Carcere Minorile di Siracusa (la Sbirra) e la camomilla trattata nel carcere femminile di Pozzuoli (la Skizzata) sostengono progetti dentro e fuori le sbarre.
“La Sbirra nasce per finanziare SocialWood, mentre la Skizzata finanzia anche le attività del Centro Antiviolenza Me.dea di Alessandria. Con la Skizzata vogliamo lanciare un messaggio forte e di contrasto: il problema dell’alcool e delle violenze domestiche è un tema scottante e di grande attualità. Tuttavia, d’accordo con Me.dea vogliamo utilizzare questo argomento come leva per una migliore capillarità di informazione”, dice ancora Ferrari.
Fuga di Sapori è quindi un veicolo per arrivare alle persone e far conoscere con i buoni frutti del carcere un mondo sommerso fatto di storie, di errori, ma anche di riscatto.
Per questo motivo al negozio di prossimità si è recentemente aggiunto un e-shop ("Ci piace chiamarla 'Bottega Elettronica'", aggiunge Ferrari) www.fugadisapori.it che possa arrivare capillarmente a tutti gli amanti dei prodotti solidali, cercando di creare un market place che tenga conto delle grandi potenzialità delle produzioni carcerarie. Infatti in carcere i prodotti di qualità non sono solo alimentari: si produce un po’ di tutto e la qualità è molto alta e, essendo piccole produzioni che non hanno il vincolo della velocità tipico delle produzioni industriali, c’è un grande valore, una storia importante dietro ad ogni singolo prodotto.
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