Slot machine nei bar, quando scatta il “Pro-Rata”

Come chiarito dall’Amministrazione e confermato da una consolidata giurisprudenza, i proventi percepiti dagli esercenti che installano slot nei propri locali sono esenti da Iva, ove gli operatori risultino iscritti all’albo Ries e sottoscrivano il relativo contratto di collaborazione alla raccolta con un Concessionario di rete oltre che con il proprio gestore di riferimento. Ma quali sono gli effetti sulla detraibilità dell’iva sugli acquisti effettuati dagli stessi esercenti in presenza di ricavi esenti? L’ordinamento tributario italiano limita la detraibilità dell’Iva in presenza di operazioni attive esenti di cui all’art. 10 del D.P.R. 633/72 (comprese quelle relative alla raccolta di giochi pubblici). Nel caso di esercizio contemporaneo di attività esenti ed imponibili, la detrazione è consentita per la parte corrispondente alla percentuale delle operazioni imponibili sul totale delle operazioni effettuate (“prorata”), salvo tenuta di separate contabilità. Il pro-rata non si applica per chi effettui operazioni esenti solo in via occasionale o accessoria, che dovrà limitarsi ad astenersi dalla detrazione della sola imposta relativa ai costi specifici imputabili alle operazioni esenti. Se per i gestori di apparecchi e di sale giochi la raccolta di giocate forma sicuramente oggetto dell’attività propria dell’impresa e non rappresenta operazione accessoria, determinando l’applicazione del pro-rata, la questione è più complessa per gli esercenti che affiancano all’attività principale della somministrazione di alimenti e bevande, quella della raccolta di giocate. Solitamente le slot occupano una parte limitata del locale e non richiedono una specifica organizzazione di lavoro; in tali casi, ove i proventi relativi non rappresentino una percentuale significativa del volume d’affari complessivo (inferiore al 20%) si ritiene che l’attività debba ritenersi accessoria rispetto a quella prevalente di somministrazione, senza obbligo di applicazione del pro-rata. Si citano in proposito: in ambito comunitario, la sentenza 29 aprile 2004 della Corte di Giustizia Europea relativa alla Causa C-77/01, che considera accessorie le operazioni esenti “… laddove implichino solamente un uso estremamente limitato di beni o di servizi per i quali l’Iva è dovuta …”. La circolare n.87/E del 21 marzo 1997, che ha previsto come la vendita di biglietti delle lotterie nazionali e di quelle ad estrazione istantanea rese da esercenti diversi da ricevitorie e tabaccherie sia da ritenersi accessoria in mancanza di una specifica struttura operativa. Si tratta in ogni caso di valutazioni soggettive da effettuarsi con grande attenzione caso per caso.

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