Si riapre: sì a pranzo e a cena all’aperto dal 26 aprile

Dal 26 aprile tornano le zone gialle. Questo uno dei punti principali messi sul tappeto dalla cabina di regia governativa che ha visto insieme al premier Draghi la presenza dei ministri Roberto Speranza, Maria Stella Gelmini, Giancarlo Giorgetti, Dario Franceschini, Stefano Patuanelli, Elena Bonetti e degli esperti Silvio Brusaferro dell’Iss e Franco Locatelli del Cts.

Il rientro in scena del giallo, per le aree a basso contagio, comporterà l’apertura di tutte le attività di ristorazione (anche di sera) all’aperto, con massimo 4 commensali non conviventi seduti allo stesso tavolo.

Mentre dal 1° giugno, ovviamente sempre in aree a basso rischio, anche ristoranti, bar e caffetterie senza spazio esterno potranno servire ai tavoli, ma solo dalle 5  e fino alle 18. 

Ancora una volta rimane il servizio h 24 negli autogrill e per i clienti interni degli alberghi.

Tornano in presenza (tranne che nelle zone rosse) anche le scuole, con le superiori però al 60%.

Punto controverso, questo della didattica, che ha visto un dietrofront del governo, inizialmente tarato sul aperture al 100%.

26 aprile data importante anche per cinema, teatri e arene che riapriranno, ma con pubblico al 50% e comunque non superiore ai 500 spettatori al chiuso, ai 1000 all’aperto.

“Direi che si può guardare al futuro con prudente ottimismo e con fiducia”: così chiosa il premier Draghi che aggiunge: “Il governo si è assunto un rischio ragionato che trova il suo fondamento sui dati in miglioramento (compresi quelli relativi alla campagna vaccinale) e si basa su una premessa: che i cittadini rispettino le regole”.

Sulla stessa linea d’onda il ministro Speranza che aggiunge: “I due fattori che ci hanno spinto a prendere queste decisioni su zone gialle e aperture sono due: il fatto che le misure adottate abbiano prodotto risultati incoraggianti (RT a 0,85 e incidenza scesa a 182) e la valutazione che all’aperto il contagio ha una diffusione molto ridotta”.

Questa constatazione sarà anche il fil rouge su cui verranno progressivamente calendarizzate le altre aperture commerciali.

“La serietà impone un percorso graduale, la nostra arma è la campagna vaccinale, uno scudo che contiamo diventi sempre più forte – chiosa Speranza-. La road map delle aperture mette sul tavolo il 15 maggio per le  piscine all’aperto, e i centri commerciali anche nel weekend, il 1° giugno per le attività connesse alle palestre e il 1° luglio per le attività fieristiche”.

Ciò non esclude che una recrudescenza dei contagi o un’impennata della curva possano condizionare questo calendario.