Sconto Imu per le attività commerciali e turistiche in crisi 

La novità, all’esame della Commissione in Senato, esenterebbe dalla prima rata Imu anche le piccole imprese, con gli stessi criteri del contributo a fondo perduto. 

Continua anche oggi il lavoro delle Commissione “Programmazione economia e bilancio” in Senato per l’esame degli emendamenti al Dl Sostegni di marzo. 

Tra le novità in fase di adozione ci sarebbe l’allargamento della platea per i beneficiari dello sconto sulla prima rata Imu. Come noto la legge di Bilancio 2021 ha previsto la cancellazione della prima rata Imu per i settori del turismo e dello spettacolo. Ora si pensa di applicare il beneficio a tutte le attività commerciali e turistiche che hanno subito un calo del 30% di fatturato, lo stesso criterio adottato per il contributo a fondo perduto. 

Per accedere allo sconto sulla prima rata Imu ci sarebbe però un nuovo requisito più stringente: i proprietari degli immobili che usufruiscono dello sconto infatti devono essere anche i gestori delle attività ricettive e commerciali in crisi. 

Il taglio della prima rata dovrebbe comportare minori entrate fiscali per complessivi 216 milioni di euro, di cui 142 in favore dei Comuni. Gli Enti locali saranno però ristorati con la creazione di apposito fondo presso il ministero dell’Interno. 

Va invece incontro ai proprietari di immobili la modifica all’esenzione Irpef dei canoni non percepiti. Gli affitti non percepiti dal 1° gennaio 2020 sono esclusi da tassazione, a prescindere dalla data di stipula del contratto, purché sussista un’intimazione di sfratto per morosità o un’ingiunzione di pagamento. 

Il complesso di esoneri e di tagli ai costi fissi per il settore dei pubblici esercizi e del turismo comprende anche il bonus locazioni, l’esenzione dal canone Rai e dal canone per l’occupazione di suolo pubblico per tutto il 2021 (Cosap).