Ristorazione, come orientarsi tra colori, divieti e green pass

Non si tratta solo del passaggio della Sicilia in zona gialla: nell’Italia di ritorno dalle ferie, infatti, cominciano a fare capolino anche alcuni comuni tinti di arancione e persino di rosso. Utile, dunque, per i professionisti della ristorazione ripercorrere le regole dettate dai colori.

La notizia ‘grossa’, abbondantemente ventilata da giorni, è che con l’Ordinanza del 27 agosto 2021, il Ministero della Salute ha disposto, dal 30 agosto 2021 e per i successivi 15 giorni (salvo nuova classificazione), il passaggio della Sicilia dalla zona bianca alla zona gialla.

Ma a guardar bene, questo cambio di colore più macroscopico si affianca a variazioni cromatiche precedenti come quelle (per esempio) di Niscemi e Barrafranca, comuni siciliani scivolati in arancione, o quella di Caraffa del Bianco, comune della Locride classificato rosso, fino al 31 agosto.

Per questo vale la pena rinfrescarsi un po’ la memoria su cosa si possa fare e cosa no, in base al colore della propria zona. Ecco le indicazioni della Fipe.

In zona bianca (mascherina obbligatoria solo al chiuso, salvo specifiche disposizioni locali):

Sì alle attività dei servizi di ristorazione, senza limitazioni, sia all’interno che all’esterno dei locali.

, senza restrizioni, al delivery e il take away.

Sì, anche al chiuso, a feste e ricevimenti successivi a cerimonie civili o religiose.

alle attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, anche se svolte all’interno dei locali adibiti ad attività differenti.

agli spettacoli aperti al pubblico;

 alle attività degli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali, e strutture assimilate, anche nelle giornate festive e prefestive;

a fiere in presenza, anche su aree pubbliche nonché a convegni e congressi;

No, invece, alle attività che abbiano luogo in sale da ballo, discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso.

In zona gialla (mascherina obbligatoria non solo al chiuso ma anche all’aperto).

Pressoché invariate le regole rispetto alla zona bianca, tranne per il fatto che le attività dei servizi di ristorazione, sia al chiuso che all’aperto devono rispettare il numero massimo di 4 convitati allo stesso tavolo salvo che siano tutti conviventi.

In zona arancione e rossa (mascherina sempre obbligatoria).

al delivery (senza restrizioni orarie);

al take away ma fino alle 22.00 o fino alle 18.00 per gli esercizi con codice ATECO 56.3, ovvero bar, pub, birrerie, caffetterie, enoteche.

Attenzione: è sempre vietata la consumazione sul posto o nelle vicinanze del locale.

No a feste, anche conseguenti a cerimonie, sagre, fiere, convegni, congressi;

No alle attività che abbiano luogo in sale da ballo, discoteche e locali assimilati;

No alle attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò.

Ulteriori disposizioni valide per tutti

Inoltre, a prescindere dal colore, non solo vanno sempre rispettate linee guida, ma bisogna attenersi alle recenti disposizioni sull’obbligo di green pass che dal 6 agosto dovrà essere esibito non solo per partecipare a feste conseguenti a cerimonie civili e religiose, ma anche in svariate altre situazioni.

Le nuove regole, infatti, prevedono l’obbligo di green pass anche per il consumo al tavolo al chiuso, per assistere agli spettacoli aperti al pubblico, per partecipare a sagre e fiere, convegni e congressi, per frequentare centri socialiculturali, ricreativi, sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò. Ovviamente l’obbligo non riguarda i bambini con età inferiore ai 12 anni e i soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica, rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della Salute n. 35309 del 4 agosto 2021.

I titolari o i gestori dei servizi e delle attività sono tenuti a verificare il possesso di tale certificazione attraverso l’App Verifica19.