ristorante
08 Gennaio 2025
Far dialogare la cucina italiana e quella statunitense: nasce con questo obiettivo "Us Is Us", format varato dalla famiglia Cerea del ristorante tristellato Da Vittorio che per l'occasione ingaggia un confronto creativo con tre chef a stelle e strisce, che condivideranno con Chicco e Bobo Cerea e il nuovo direttore artistico, Paolo Rota, non solo il tavolo di lavoro ma il personale bagaglio di esperienze e sensibilità.
La sfida per gli chef d’oltreoceano sarà rileggere, con i propri codici espressivi, alcuni piatti simbolo dei percorsi degustazione di Da Vittorio.
Nel primo appuntamento di "Us Is Us", previsto per il prossimo 20 gennaio, New York arriverà idealmente a Brusaporto con la chef Victoria Blamey del Blanca. Cilena di origine ma da anni residente nella Grande Mela, ha inaugurato il suo ristorante a gennaio 2024, attestandosi - in meno di due mesi - al secondo posto tra i cento locali preferiti dal critico gastronomico del New York Times, Pete Wells. Victoria porterà a Brusaporto la sua filosofia di cucina, proponendo alcuni dei suoi signature dishes, ma accettando anche di reinterpretare l’Uovo all’Uovo e gli Spaghetti di tonno con bagnacauda e crumble di pistacchi, due classici del ristorante guidato dalla famiglia Cerea. Non semplici quattro mani dunque, ma una celebrazione della capacità di osare, unita a visione, curiosità e inclusività, valori che si applicano non solo ai talenti che hanno deciso di partecipare al progetto ma che sono insiti nel DNA di Da Vittorio sin dalla sua fondazione.
«Il nome stesso "Us Is Us" si presta a una duplice interpretazione, quella che ognuno di noi è ciò che è, ma anche che le collaborazioni arricchiscono la nostra idea di cucina e ci avvicinano ancora di più alla dinamica scena gastronomica americana - spiega in una nota la famiglia Cerea -. Lanciamo questo format partendo dalla città più rappresentativa degli States perché ha saputo integrare al meglio - anche gastronomicamente - le anime, culture e identità di chi l’ha scelta. La cucina newyorkese infatti è aperta alla contaminazione e affrancata dagli storici canoni dell’alta cucina europea: è per questo che oggi sta ridefinendo la stessa concezione del fine dining. Le prossime tappe saranno Miami e Los Angeles, dove lo scouting è già in atto».
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