vino
08 Luglio 2024
Si chiama Vino dei Poeti Valdobbiadene Superiore la new entry del portfolio Bottega. Creato da Guglielmo Pasqualin, profondo conoscitore del territorio della Marca trevigiana, è un prosecco DOCG ottenuto dalla vinificazione in bianco delle uve coltivate nella fascia collinare della provincia di Treviso, compresa tra le cittadine di Conegliano e di Valdobbiadene.
A caratterizzarlo è il tipico colore giallo paglierino e il perlage fine e persistente. Gli aromi fruttati di pesca bianca e pera, unitamente ai sentori floreali di glicine e acacia, introducono un sorso fresco, con un’equilibrata acidità e un finale asciutto.
Ottimo come aperitivo e perfetto per la preparazione di cocktail, il Vino dei Poeti Valdobbiadene Superiore è un vino che si può considerare da "tutto pasto”. Si accompagna egregiamente con crostini alla casatella e salsiccia o al baccalà mantecato e frittelle di zucca, con crespelle alla ricotta e spinaci, tagliatelle con ragù di verdure di stagione, risotto al ragù di vitello magro e rosmarino. Si sposa inoltre con secondi piatti, quali pesce spada, sardine fritte impanate accompagnate da insalata di fave fresche o tarassaco in tegame.
Per realizzare il Vino dei Poeti Valdobbiadene Superiore, le uve vengono raccolte a mano, permettendo di effettuare una vendemmia scalare, ovvero raccogliere le uve di una stessa vigna in momenti successivi in base al grado di maturazione; selezionare i grappoli, raccogliendo solo quelli maturi, sani e idonei; proteggere l’integrità delle uve.
Si procede poi alla pressatura che viene eseguita in modo “soffice” con basse pressioni. La prima fermentazione del mosto si compie in vasche di acciaio successivamente all’aggiunta di lieviti selezionati. In accordo con il metodo Martinotti la seconda fermentazione si sviluppa in autoclave, ad una temperatura che viene mantenuta a 14 °C, per preservare la fragranza e gli aromi tipici presenti nelle uve di origine. Al termine della fermentazione il vino viene lasciato a contatto con i lieviti non più attivi, i quali grazie all’autolisi rilasciano delle sostanze che vanno ad arricchirne il corpo, la struttura e l’aromaticità. Dopo la stabilizzazione a freddo, il vino viene filtrato e lasciato quindi riposare prima dell’imbottigliamento.
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