Riaperture: in dirittura d’arrivo il decreto

Un rischio ragionato: questa l’impostazione con cui fare i conti. Cts ed esecutivo al lavoro per trovare la quadra. E si parla anche di pass vaccinale

Tra mercoledì e giovedì: ecco quando vedrà la luce il nuovo decreto.

Nel frattempo, qualche passaggio propedeutico: Cts e confronto con le Regioni. Sul tavolo temi caldi come le riaperture delle scuole, coprifuoco e aperture dei ristoranti anche al chiuso.

In conferenza stampa Draghi ha parlato di “rischio calcolato” un’impostazione che va letta come un ‘no liberi tutti’.

Da qui l’ipotesi che al momento non ci saranno concessioni ulteriori rispetto alla road map già delineata.

Quindi coprifuoco ancora alle 22, aperture a pranzo e a cena in zona gialla solo all’aperto.

Anche sulle linee guida potrebbe avere la meglio la linea più rigorista del Cts rispetto alle richieste delle Regioni che propongono una riapertura di bar e ristoranti anche in zona arancione e rossa.

Il pass vaccinale

Tra i temi dibattuti in questo tour de force di incontri ci sarà anche quello del pass vaccinale o – come preferisce chiamarlo il ministro del turismo Garavaglia – del lasciapassare che consentirebbe di spostarsi tra Regioni, ma anche di accedere ad alcuni eventi.

Le condizioni per ottenerlo sarebbero tre: aver sviluppato la malattia negli ultimi 6 mesi, essere risultati negativi al tampone entro le ultime 48 ore, essere stati sottoposti alla vaccinazione.

Quello del pass vaccinale è un argomento molto dibattuto e controverso per diversi aspetti.

Dal punto di vista delle tempistiche: impossibile possa venire attivato già dal 26 aprile, nelle more si dovrà probabilmente ricorrere all’auto certificazione corredata di una documentazione che attesti una delle tre condizioni necessarie.

Dal punto di vista del supporto: impensabile rimanga cartaceo, ma per cosa optare? Per un app (in pole position Io e Immuni)? Per un QR code? E il digital divide, non finirebbe con il penalizzare i meno ‘tecnologici’? Allora meglio mantenere la tessera sanitaria. Di fatto non si sa nulla di certo, in attesa che l’iniziativa(la tanto attesa green card) – che partirà dal 1° giugno, come dichiarato dal commissario Ue per il Mercato interno, Thierry Breton – assuma una dimensione europea, cui adeguarsi.

Dal punto di vista etico: l’imposizione di queste tre condizioni non rischia di creare un divario tra cittadini di serie A e cittadini di serie B? Specialmente il tampone, sottolinea Nardella, sindaco di Firenze, visto che ha un costo. Sarebbe dunque il caso di calmierarne il prezzo per ampliare la platea di chi vi possa accedere dal punto di vista economico.

Quanto vale la green pass

Ben 11,2 miliardi: queste le stime del valore delle green card per il sistema turistico, così come sono state elaborate da Coldiretti su dati Bankitalia. Il green pass, consentendo infatti gli spostamenti tra Paesi dell’Unione Europea, potrebbe salvare l’estate degli stranieri in vacanza in Italia, considerando la ripresa in vari ambiti: alloggio, alimentazione, trasporti, divertimenti, shopping e souvenir.

L’Italia – sottolinea la Coldiretti – è fortemente dipendente dall’estero per il flusso turistico con ben 23,3 milioni di viaggiatori stranieri che la scorsa estate hanno dovuto rinunciare a venire in Italia.

Ad essere avvantaggiate saranno soprattutto le città d’arte, che sono le storiche mete del turismo dall’estero, ma anche gli oltre 24mila agriturismi nazionali dove gli stranieri in alcune regioni secondo Campagna Amica rappresentano tradizionalmente oltre la metà degli ospiti.