Spazio a vitigni meno conosciuti, come il Ciliegiolo, e una nuova etichetta capace di incarnare l'identità della filosofia produttiva dell’azienda al di là della produzione classica di Sangiovese. Sono i progetti del 2024 di Vecchie Terre di Montefili, l'azienda capitanata dall'enologa Serena Gusmeri.
Un'infanzia trascorsa tra l'orto di famiglia e le galline nel cortile, che le ha ispirato una connessione profonda con la terra: "La natura è sempre stata nella mia anima - racconta - e vivere con essa e fare cose con le mie mani mi ha sempre resa felice". Dopo la laurea e specializzazioni varie, Gusmeri studia il comportamento delle piante: "Nessun vigneto può mai essere uguale a un altro - sottolinea - la ricchezza dei vitigni autoctoni in Italia dipende dall'ecosistema e dall'ambiente in cui possono esprimersi al meglio e io volevo uve che fossero veramente rappresentative di ogni vendemmia, senza manipolazioni".
Nel 2015 l'ingresso in Vecchie Terre di Montefili con l'obiettivo di trattare ogni ettaro e ogni bottiglia con attenzione e cura per i dettagli: "Sono convinta che il vero segreto del vino risieda nel rispetto della terra e nell'ascolto attento delle viti - spiega. Vecchie Terre di Montefili è un luogo unico che ho la fortuna di poter esprimere in ogni singola bottiglia”.
Serena Gusmeri quindi oggi guida Vecchie Terre di Montefili verso nuove vette. “Nel nostro piccolo sapremo raccontare una storia bella del Chianti Classico e del Sangiovese, rispettosa e dalle radici solide. Abbiamo fatto tanto in poco tempo, abbiamo concentrato le nostre energie sulla sostenibilità e sulla conoscenza di ogni singola vigna per esprimere quello che madre natura ci ha donato in termini di diversità di suoli, altitudine ed equilibrio. La strada è stata tracciata e proseguiremo su questa con convinzione”.
La leadership femminile dell’enologa, oggi a capo di un team internazionale, è caratterizzata dall'equilibrio tra intelligenza, competenza e capacità di ascolto.
Alle giovani aspiranti a una carriera simile, Serena Gusmeri consiglia: “abbiate la voglia di partire, di confrontarvi, di chiedere e di fare. Ogni cambiamento è una crescita, ho imparato tanto dagli altri e mi sono messa in gioco vivendo il mio essere donna con assoluta serenità. Per me la parola sfida è collegata alla vigna, alle condizioni meteo, ai tanti aspetti che il mio lavoro mi pone davanti, mai alle persone".