Obbligo di green pass al lavoro, chi decide?

Obbligo di green pass sul posto di lavoro (alla scrivania, come in fabbrica, come dietro a un banco bar): a chi spetta la decisione? Il datore di lavoro può pretendere che il dipendente si vaccini? La risposta del Codice Civile.

 

Obbligo di vaccino sul posto di lavoro: a chi spetta l’ardua sentenza? Alle imprese, ai sindacati, ai lavoratori? E, soprattutto, cosa dice la legge?

Ecco, è questo il punto. La legge in merito all’obbligo è chiara.

L’articolo 2087 del Codice Civile recita infatti : “L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza  e  la tecnica,  sono  necessarie  a  tutelare  l’integrità  fisica  e  la personalità morale dei prestatori di lavoro”.

E quindi?

Quindi, nel momento in cui i pareri scientifici indicano nel vaccino lo strumento adeguato a dare sicurezza e a garantire l’integrità dei lavoratori, l’obbligo vaccinale non può essere messo in discussione (salvo comprovate esigenze di salute, ovviamente). Esattamente come il lavoratore non discute sul fatto che debba indossare scarpe antinfortunistiche e casco lavorando in un cantiere.

Non dimentichiamo infatti che per l’art 20 del T.U.S.L. (Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro) “Ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro, su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro”.

Quindi non solo obbligo alla salvaguardia della propria salute ma anche di quella degli altri, che potrebbe essere messa in discissione da eventuali omissioni dolose.