22 Febbraio 2016

Simbolo della cucina e della cultura italiana nel mondo, la pizza punta a essere riconosciuta dall'Unesco come patrimonio immateriale dell'umanità. E per dare forza alla richiesta, la Fondazione Univerde presieduta dall’ex Ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio e l’Associazione Pizzaioli Napoletani hanno lanciato una petizione ufficiale che ha già raccolto quasi 700 mila sottoscrizioni. Petizione alla quale proprio darà il proprio appoggio anche Cna-Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa, che presenterà a Napoli la propria adesione alla campagna, cui hanno già dato il proprio sostegno anche Coldiretti e Confesercenti.
Il riconoscimento da parte dell’Unesco - si legge in una nota di CNA - proteggerebbe in tutto il mondo il pizza e l’economia ad essa legata, che per il nostro Paese vale 12 miliari di euro: sarebbe quindi un’occasione unica per salvaguardare uno dei prodotti gastronomici simbolo del Made in Italy. L’adesione alla petizione mondiale - continua la nota - significa anche per CNA combattere la contraffazione a favore delle produzioni italiane di qualità, segno distintivo delle imprese artigiane, a tutela del consumatore e a cui devono essere garantiti sempre prodotti genuini, provenienti dall'agricoltura italiana, per combattere anche l’agro pirateria interna e internazionale. Anche CNA quindi - conclude la nota - si impegnerà nella raccolta di firma, per far iscrivere la pizza napoletana nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità Unesco: questo significherebbe riconoscere il valore di una tradizione artigianale basata su quella diversità culturale, che fa del nostro Paese unico al mondo, dove la buona alimentazione si abbina al gusto, alla tradizione, al patrimonio artistico, rendendo ogni territorio un’identità culturale che riconcilia gli esseri umani alla terra, e ai sapori della propria terra.
L’Arte dei pizzaioli napoletani concorrerà ad entrare nel ristretto novero del Patrimonio immateriale, di cui attualmente fanno parte altre 6 entità del nostro Paese (la dieta mediterranea, la vite ad alberello di Pantelleria, l’opera dei Pupi, il canto a tenore, le macchine votive a spalla e l’arte del violino a Cremona) e dove altre specialità italiane sperano di entrare (pesto genovese al mortaio, focaccia di Recco).
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A cura di Rossella De Stefano
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