Più vermouth al tavolo: gli occhi di Cocchi sulla ristorazione

Una sfida appassionante, senz’altro non semplice. Così definisce Roberto Bava il suo progetto di consolidare il vermouth in quei canali dove ancora questa categoria di vino fatica a emergere, come suc...

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Una sfida appassionante, senz’altro non semplice. Così definisce Roberto Bava il suo progetto di consolidare il vermouth in quei canali dove ancora questa categoria di vino fatica a emergere, come succede nella ristorazione, soprattutto di fascia alta.

Il patron di Cocchi però non si dà per vinto e crede che gli spazi ci siano, come ha spiegato al nostro sito durante quest’ultima edizione di Vinitaly. Per conquistarli serve, innanzitutto, impartire correttamente le linee guida sul prodotto e ratificare collaborazioni strategiche.

«Vogliamo coinvolgere sempre più i sommelier, ribadendo che il vermouth appartiene al loro mondo, alla pura cultura enologica, ed è un cocktail naturale in cui il vino sposa le erbe aromatiche – afferma l’imprenditore piemontese. Parliamo di una bevanda che compare nell’ultima pagina della lista vini e nella prima delle cocktail list, ovvero è il ponte tra vino e spirit. È un affascinante mondo di mezzo ancora da fare scoprire ai commensali». 

Il messaggio è chiaro, il radar guarda ai ristoranti, a chi ci lavora ovviamente, ma anche al target di coloro seduti al tavolo. «È vero che il vermouth ha bisogno di diventare una bevanda famigliare per i consumatori ventenni e trentenni – continua Bava –, ma a noi interesse recuperare soprattutto gli over 50 che per quadi tutta la loro vita hanno sentito parlare solo di vino, dimenticando che esiste un consumo enologico anche in forma liquorosa e aromatizzata. Noi dobbiamo dunque riconquistare questo target».
È per questa ragione, l’azienda ha confermato a Mixerplanet la volontà di incrementare quest’anno l’organizzazione di tavole rotonde e seminari sul vermouth, così come la miscelazione rimane un sentiero sempre più battuto. Non a caso, a Vinitaly nello stand Cocchi capeggiavano in bella mostra cocktail firmati dalla barlady Sonia Elia. A firmarli la barlady Sonia Elia, fresca di nomina a Advocacy Manager del brand, che li ha elaborati miscelando vermouth e vino.

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