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11 Dicembre 2017
E' nuovamente ferma la produzione alla Melegatti, storica azienda dolciaria veronese da mesi in crisi. Lo hanno confermato i sindacati, precisando comunque che lo stop rientra nel piano redatto con l'approvazione del Tribunale. Melegatti, che nel 1894 brevettò il pandoro, è infatti commissariata e ogni decisione è subordinata all'approvazione del giudice. Secondo quanto riferisce all'agenzia Ansa Paola Salvi, segretario Flai-Cgil, "il milione e mezzo di pezzi previsto per la mini-campagna natalizia è stato prodotto e tutti i pandori e i panettoni sono andati a ruba, grazie anche alla straordinaria campagna di solidarietà portata avanti di consumatori".
"Adesso - ha aggiunto la sindacalista - ci sarebbe la richiesta da parte della GDO, perché i consumatori vogliono acquistare prodotti Melegatti, ma il Tribunale avrebbe dato il via libera solo con la certezza di non avere nessuna resa o vendite sotto costo, perché durante il commissariamento ogni operazione non può essere in perdita. Mancando la certezza di vendere tutto questa campagna si è fermata qui".
"Comunque siamo soddisfatti - ha sottolineato la rappresentante sindacale - i lavoratori si sono impegnati con grande partecipazione. Ricordiamo che l'obiettivo è salvare la fabbrica, il primo step è stato superato ma bisogna soddisfare i creditori privilegiati, cioè banche e fornitori, ed essere pronti per partire con la campagna pasquale, che scatterà dopo l'Epifania". Per questo, dopo l'incontro di giovedì con la proprietà e il management Melegatti, è stato deciso di avviare la cassa integrazione, considerato uno strumento utile per salvaguardare i lavoratori e che tra l'altro viene anticipata, senza attendere l'erogazione da parte dell'Inps. "E' un passo inevitabile per dare continuità all'occupazione", ha concluso Paola Salvi.
La campagna pasquale, che dovrà anch'essa essere approvata dal Tribunale, consentirà di impiegare nuovamente almeno una parte degli operai. Intanto nei giorni scorsi è stato saldato a tutti i lavoratori lo stipendio del mese di novembre con un rateo anche sulla quattordicesima, mentre il periodo seguente viene pagato di settimana in settimana, versando il 25% del salario, sempre sotto il controllo del Tribunale. Restano da pagare le mensilità arretrate di agosto, settembre e ottobre.
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