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15 Dicembre 2016
Dopo diversi anni di crisi economica migliora la performance del comparto alimentare italiano, anche grazie alla diminuzione dei costi associati a materie prime ed energia, secondo i dati raccolti da Atradius, tra i principali gruppi mondiali attivi nell’assicurazione del credito, cauzioni e recupero crediti, che ha pubblicato il nuovo Market Monitor dedicato all’andamento del settore alimentare in Italia e nel mondo.
Un comparto, quello dell’alimentare che, forte della reputazione internazionale del marchio “Made in Italy”, ricopre da sempre un ruolo strategico nell’economia italiana, con l’impiego di 385mila addetti e un giro d’affari complessivo pari a 135 miliardi di euro, il 27% del quale prodotto dall’export.
Nonostante la ripresa, il comparto italiano registra tempi di pagamento delle forniture decisamente più lunghi rispetto alla media di altri Paesi, pari a circa 90 giorni dall’emissione fattura, ovvero tre volte la tempistica tedesca (30 giorni), più del doppio della media olandese (40 giorni) e più lenta di 10 giorni rispetto anche ai livelli della Spagna (80 giorni).
Per il primo semestre 2017, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, non si prevede tuttavia un peggioramento dei livelli d’insolvenza nel settore che, nel complesso, dovrebbero registrare una sostanziale stabilità anche delle tempistiche di pagamento delle fatture commerciali, che restano comunque lunghi a riprova degli effetti limitati dei provvedimenti legislativi varati in merito.
“Il comparto alimentare italiano – ha commentato Massimo Mancini, country manager di Atradius Italia – è ancora fortemente frammentato in aziende di piccole dimensioni che, nonostante la forte reputazione internazionale dei loro prodotti, spesso hanno difficoltà ad aprirsi all’export, nonostante la domanda estera stia crescendo non solo a livello europeo, ma anche negli Stati Uniti e Asia. Pertanto diventa importante continuare a operare sui mercati esteri ma con cautela, tutelando la propria esposizione commerciale tramite strumenti assicurativi di copertura del credito”.
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