Merano, Genagricola presenta la seconda edizione di Cooking Farm

Dal 5 al 7 novembre, a Merano si apre il sipario su “Cooking Farm”, ideata e promossa da Genagricola che, in collaborazione con il Merano Wine Festival, propone un confronto gastronomico tra la cucina stellata d’avanguardia e la tradizione locale, per tracciare la frontiera della cucina di domani. A ogni piatto verrà abbinato un vino, scelto fra i più rappresentativi delle aziende vitivinicole del Gruppo.

Per il secondo anno consecutivo la Gourmet Arena diventerà il palcoscenico di uno showcooking di altissimo livello, in cui nove tra i migliori giovani chef d’Italia cucineranno fianco a fianco con quattro donne dell’Associazione delle Donne Coltivatrici Sudtirolesi, nella creazione di piatti particolari. L’iniziativa propone un “confronto di gusto” tra avanguardia e tradizione e una briosa sfida, in cui territorio, materie prime e tradizione vengono reinterpretati dai migliori giovani talenti della cucina italiana.

bricco-dei-guazzi-albarossaSono 9 gli chef – di cui 5 già insigniti della stella Michelin – che Genagricola porta a Merano per la vivace sfida con le rappresentanti della tradizione contadina, nella realizzazione di 18 piatti da assaporare in abbinamento ad una selezione “stellata” di vini selezionati per l’occasione dal WineHunter Helmuth Köcher.

“Da anni siamo presenti al Merano WineFestival con alcune delle nostre aziende vitivinicole, ma anche come promotori di una delle più interessanti sperimentazioni sul futuro della cucina italiana” afferma Alessandro Marchionne, amministratore delegato del Gruppo. “Come Genagricola – che è anche la più grande azienda agricola italiana – crediamo nella necessità di innovare, di rivolgere lo sguardo al futuro, di sperimentare con metodo. Questo vale sia per l’agricoltura tout-court, in cui l’innovazione contribuisce allo sviluppo, nel rispetto del territorio e delle sue tradizioni, attraverso un continuo trasferimento di conoscenze e di ricerca, sia per la cultura eno-gastronomica. Per questo motivo siamo grati a Helmuth Kocher che con noi ha voluto condividere questo percorso e accettare la sfida di un confronto fra generazioni e stili di cucina così diversi”.