Le ultime novità sui controlli fiscali

Dopo 10 anni dall’ultima Circolare, la Guardia di Finanza con la Circolare 1/2018 aggiorna il suo “Manuale operativo di contrasto all’evasione” arricchendolo delle esperienze quotidiane fatte sul campo ed impreziosendolo delle novità della giurisprudenza e prassi prevalente.
Seguono le principali novità, anche alla luce delle risposte date nel Telefisco 2018.

NOVITÀ
Alcune delle principali novità riguardano:
– la selezione “a colpo sicuro” del campione di soggetti da accertare, meno generica quindi, ma mirata attraverso l’utilizzo di banche dati, finalizzato ad evitare il dispendio di energie;
– il riconoscimento della non applicazione del raddoppio dei termini di accertamento in materia di Irap, nonostante le pretese dell’Ag. Entrate;
– in tema di abuso del diritto, l’attivazione del contraddittorio già durante la verifica ove si rinvengano i presupposti di una condotta censurabile, con promozione della compliance (ossia adesione spontanea del contribuente);
– l’accettazione dell’autotutela proposta dal contribuente, se dopo la redazione del PVC emergono elementi a favore dello stesso. In tal caso la GdF dovrà tenerne conto operando una revisione ed una riapertura del PVC;
– l’inasprimento dei controlli sul mondo No Profit, spesso utilizzato per mascherare attività commerciali (somministrazione di pasti e bevande; attività spettacolistiche; etc);
– il contrasto all’antiriciclaggio e ai reati finanziari, anche a mezzo di slot machine e giochi on line non autorizzati;
– la creazione della figura del direttore del controllo, in aggiunta al direttore della verifica, a garanzia della trasparenza, della correttezza e dell’efficienza delle attività ispettive.

TELEFISCO 2018
Nel corso di Telefisco, l’annuale appuntamento tra Amministrazione Finanziaria e Commercialisti, la Guardia di Finanza ha risposto ad alcune istanze pervenute, che sintetizziamo di seguito.

Richieste durante la verifica: entro quanto rispondere?

Può capitare che durante la verifica vengano chieste informazioni particolari (es. su ricarichi applicati; consumi di merci; acquisti particolari; etc). Non esiste un tempo definito entro cui dare risposta perché ogni istanza va valutata di volta in volta, applicando il buon senso e il principio della collaborazione reciproca.

Perquisizione in armadi o borse: limiti
Durante le verifiche, ove si riscontrasse la necessità di procedere all’ispezione di armadi e borse o all’apertura di plichi sigillati e di casseforti, se il contribuente si opponesse, la GdF dovrà munirsi dell’autorizzazione del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale competente.

Violazioni penali post consegna del PVC: possibile ravvedersi?
Se dopo la consegna del PVC emergono violazioni sull’utilizzo in dichiarazione di fatture per operazioni inesistenti, al fine di ottenere riduzioni di pena o altri benefici, viene escluso l’utilizzo del ravvedimento. Tale istituto potrà invece essere utilizzato solo in caso di errori ed omissioni che non derivano da comportamenti dolosi.

Accessi in immobili ad uso promiscuo: limiti 
In caso di verifiche in locali ad “uso promiscuo”, usati quindi da professionisti o imprenditori come luogo di abitazione e lavoro (la classica “casa e bottega” per intenderci) oltre all’autorizzazione del Procuratore della Repubblica può essere sufficiente l’Ordine di accesso, in quanto la norma non richiede la sussistenza di “grandi indizi di evasione” richiesti al contrario per l’accesso in abitazioni ad uso esclusivo privato.

Verifiche da parte di Reparti territorialmente non competenti
In caso di verifica effettuata da altro Reparto della GdF, in deroga al principio della competenza territoriale, non emergono conseguenze verso l’indagato né motivi di invalidità della verbalizzazione, purché il PVC venga inviato all’Ufficio dell’Agenzia Entrate competente.

Direttore del Controllo: mancata nomina

L’omessa nomina del Direttore del Controllo, la nuova figura istituita con la Circ. 1/2018 per maggior tutela dell’indagato e dello svolgimento della verifica, può determinare solo irregolarità che potrà dare luogo a valutazioni interne al Corpo, senza inficiare lo sviluppo del procedimento nelle sue fasi e sempre che siano state rispettate comunque le garanzie del contribuente.

Detrazione IVA in caso di frode
In presenza di una frode IVA, tipica nel caso di constestazioni per fatture inesistenti, la GdF ritiene indetraibile l’IVA assolta sugli acquisti. Per poter scongiurare tale “danno”, il contribuente dovrà provare con qualsiasi mezzo di aver agito con la massima diligenza e di aver effettuato tutti i controlli a lui possibili per non cadere in un sistema di frode a cui risulta estraneo. Sarà poi compito della GdF di esaminare il reale comportamento dell’indagato.

Assunzione di informazioni dagli indagati
Viene chiesto se è possibile assumere informazioni dal contribuente oggetto di indagine fiscale. In linea generale, nel diritto penale non è possibile acquisire prove in modo non “tipico” e senza il rispetto delle garanzie difensive dell’indagato.
Ne consegue che, in seguito all’emersione di indizi di reato a carico del contribuente, nel dibattimento penale non saranno utilizzabili come prove:
– le dichiarazioni assunte in assenza di un avvocato e senza preventiva informazione sulle responsabilità che ne derivano;
– le acquisizioni di documenti senza il rispetto delle forme garantite dalla perquisizione e dal sequestro.
Tuttavia, gli stessi elementi potranno essere utilizzati nel procedimento tributario che richiede minori restrizioni.

Il dr. Walter Pugliese risponde alle domande inoltrate a: info@studiowpugliese.it che verranno pubblicate sui prossimi numeri del mensile. Chi volesse inviare le domande autorizza MIXER a pubblicare i suoi riferimenti (nome, cognome, indirizzo e-mail) a meno di esplicita richiesta contraria.
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