Green pass europeo, dal 1° luglio si parte 

Oltre alle forze dell’ordine a effettuare i controlli potranno essere anche il personale di locali ed esercizi pubblici, strutture ricettive o eventi e spettacoli. 

 

Dopo il via libera da parte dei rappresentanti dei 27 paesi Ue al certificato digitale Covid (Digital Green Certificate), seguito a quello del parlamento europeo, si spiana la strada per l’entrata in vigore del green pass europeo e che entrerà in vigore dal primo luglio. 

Ecco cosa prevede il regolamento per ottenere il rilascio: occorre aver ricevuto da almeno 15 giorni la prima dose di vaccino (42.245.192 di italiani, dato aggiornato alle ore 6 del 14 giugno), oppure essere guariti dal Covid (circa 2 milioni di italiani), oppure aver effettuato un tampone o un test antigenico entrambi con esito negativo. Quello che cambia è però la durata del certificato. Infatti per chi ha fatto la prima dose la validità è di 9 mesi, 6 mesi dal momento della guarigione, 72 ore per il tampone e solo 48 ore in caso di test antigenico. È evidente che per vacanze in Europa, superiori a quattro giorni, sono utili solo le prime due opzioni. Oltre a viaggiare in Europa i certificati consentono teoricamente anche di spostarsi tra zone rosse, anche se al momento questa ipotesi sembra superata. 

I certificati saranno rilasciati dalla piattaforma nazionale digital green, a cui sta lavorando Sogei che attinge i dati dal sistema della tessera sanitaria. Potranno essere scaricati sul telefono oppure stampati attraverso vari canali: da un sito web dedicato, dal fascicolo sanitario, dall’app Immuni, forse anche dall’app IO e in tutti questi casi occorre accedere con lo Spid (l’identità digitale). Solo con la tessera sanitaria ci si potrà rivolgere a medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, farmacisti e altri medici delle aziende sanitarie. Il ministero della salute ha anche predisposto una pagina di Faq. 

Veniamo infine ai controlli. Innanzitutto l’autenticità del certificato è verificata mediante la lettura di un QR code. Oltre alle forze di polizia potranno richiederlo, là dove è prevista la certificazione, il personale di locali di intrattenimento (leggasi discoteche), di strutture ricettive (per es. alberghi), di pubblici esercizi (bar, ristoranti), e nei luoghi dove si svolgono eventi o spettacoli (matrimoni, concerti).