Gin italiano, una tavola rotonda per discutere sulla sua tutela

Nel corso della decima edizione di TheGinDay si è svolta la tavola rotonda dal titolo Gin italiano: lo stato dell’arte e la necessità della sua tutela. All’incontro hanno partecipato Luca Pirola, organizzatore della manifestazione; Samuele Ambrosi, autore del volume “Anthologin”; Vittorio D’Alberto di Gin Italy che, insieme a Fulvio Piccinino, autore del trattato storico “Il Gin Italiano”, è tra i promotori di un disciplinare a tutela del gin italiano.

Cinque i punti chiave previsti della bozza: almeno il 51% delle materie prime devono essere prodotte in Italia; l’alcol italiano al 100%; le bacche di ginepro solo dal nostro Paese e almeno un altro botanical, oltre al ginepro, di origine nazionale. Alla tavola rotonda è intervenuto anche Paolo Dalla Mora, che fin dall’inizio della sua avventura con Engine Gin, ha sempre fatto del rispetto dell’artigianalità e dell’autenticità italiana la sua bandiera. 

“La nostra azienda mette al primo posto, insieme al profitto, anche altri valori. Essere sostenibili per noi significa avere riguardo non solo dell’ambiente, ma anche dei nostri dipendenti, dei fornitori e di tutti gli stakeholder. In termini di supply chain significa lavorare con i territori, con i piccoli produttori, con gli artigiani locali. Un approccio che fa parte di un percorso intrapreso dal nostro esordio e che prevede, tra l’altro, il prossimo passaggio a società benefit e la certificazione B Corp”, afferma DallaMora.

“Dal mio punto di vista dovremmo smettere di darci battaglia in Italia e presentarci compatti e con un’idea sul mercato internazionale. Dando al gin italiano tutta la credibilità che merita. Quello che mi piacerebbe vedere è un disciplinare del gin italiano. Questo strumento ci offrirebbe l’opportunità di costruire delle sinergie, di fare sistema a livello di produttori ed essere riconosciuti a livello internazionale”.