Format vincenti: Bar Peledo di Cattolica, dopo Riccione arriva a Milano

Il Bar Peledo di Cattolica punta sull’apertura 24 ore su 24, sette giorni su sette e su una proposta food&beverage alla portata di tutte le tasche e di tutti i palati. E funziona. 

Così, nonostante la pandemia, lo storico Bar Peledo di Cattolica ha aperto una nuova insegna a Riccione, sotto l’hotel Mediterraneo.

Il secondo Peledo si affaccia su piazzale Roma, palcoscenico dei concerti di Radio Deejay, e sorge sulle ceneri del Caffè Ceccarini. “Il format è il medesimo del locale di Cattolica: un bar aperto 24 su 24 che offre da bere e mangiare con un ottimo rapporto qualità prezzo. E con ampia varietà. Da noi si può entrare per prendere una birra con tre euro, come una bottiglia di Champagne a 500”, spiegano i soci, ovvero i fratelli Loris e Nazzario Giunta e Andrea Coacci. Che stanno pensando a ulteriori aperture in altre città, a partire da Milano.

PeledoIl Peledo di Cattolica esiste dal 1951. Ad aprirlo, cattolichino doc, Giacomo Frontini soprannominato Peledo, scomparso nel febbraio 2018. Loris, Nazzario e Andrea Coacci l’hanno rilevato come Terra di Cattolica otto anni fa. Prima del loro arrivo, il bar stava aperto solo quattro mesi d’estate.
“Mi sembrava folle: ero convinto che i clienti si potessero portare in viale Fiume tutto l’anno, a qualunque ora”.

“Gli imprenditori dovrebbero prendere esempio dalle eccezioni virtuose come il Peledo”, commenta Dom Costa, da dieci anni expert mixology di Velier. “Troppi pochi locali mantengono la cucina aperta all day. In Italia è difficile cambiare approccio. Tra gli ostacoli da superare, c’è il disinteresse del nostro personale che non è motivato a lavorare fuori orario perché non gode di bonus extra in base ai tavoli serviti”, aggiunge.