Carlo Croce, l’amore per la vela e il cioccolato

CARLO CROCE 1Settant’anni, velista di successo figlio del mitico Beppe, Carlo Croce presiede dal 1997 lo Yacht Club Italiano, dal 2008 la Federazione Italiana Vela e dal ’12 l’International Sailing Federation (ISAF): nella vela è il n°1.

Presiedere l’ISAF vuol dire?

Viaggiare per rappresentanza in tutto il mondo, specie in paesi emergenti; e due volte al mese vado in sede a Londra. L’anno scorso ho preso 75 aerei.

Toccò pure a suo padre.

Quando l’elessero, all’ISAF aderivano 22 paesi, ora sono 150. Allora tutto avvenne tra gentiluomini; con me, per tentare di ‘farmi fuori’ c’è chi ha portato colpi bassi.

Cos’ha di unico la vela?

È uno sport pulito, ha interessi economici molto inferiori rispetto a quelli, ad esempio, del calcio; eppoi, diceva il presidente Kennedy: l’uomo con l’acqua ha un rapporto stretto, essendo fatto anche di sale come il mare.

Non è sport da ricchi?

La vela d’altura, non le competizioni olimpiche: quasi tutti gli atleti azzurri vengono da famiglie di modesta estrazione, e i bimbi che accogliamo alle nostre scuole di vela sono perlopiù figli d’operai.

I velisti hanno una dieta?

Certo: li segue un dietologo, e girando per competizioni portano dietro il cuoco.

E lei?

Viaggiando tanto devo ‘difendermi’ da opulenti pranzi ufficiali; così, quando vado da qualche parte la mia segretaria invia alla federazione locale un avviso, dove per questioni di salute li si prega di limitare il mio pasto a poche cose precise.

A tavola cosa le piace?

I funghi fritti, i tagliolini al tartufo, i prodotti della terra; e sono fanatico del cioccolato fondente nero. Bevo volentieri whisky, con moderazione.

Locali che frequenta volentieri?

A Genova il ristorante dello Yacht Club e la gelateria Balilla in via Macaggi: propone un eccellente gelato panera e cioccolato. A Londra, Wilton in Jermyn Street: aperto nel 1742, è il tipico ristorante inglese d’epoca; servono un fantastico soufflé di mirtillo, vedere come lo preparano davanti al cliente già vale la visita.

intervista di Virgilio Zanolla

 

CARLO CROCE 3Carlo Emilio Croce, genovese, è nato nel 1945 ed è il figlio di Beppe Croce, Presidente della Federazione Italiana Vela dal 1964 al 1980 e Presidente dell’ ISAF, la Federazione Internazionale della Vela, dal 1969 al 1986. Sposato, due figli, è stato un velista negli anni Settanta e con il prodiere Luciano Zinali ha preso parte a due Olimpiadi nella classe Flying Dutchman. Alle Olimpiadi di Monaco del 1972 si è classificato all’11° posto mentre alle Olimpiadi di Montreal nel 1976 ha concluso al 16°. Sempre nella classe Flying Dutchman, Croce ha conquistato un 5° posto al Mondiale del 1975 e una medaglia di bronzo ai Giochi del Mediterraneo del 1974. Vanta numerose partecipazioni anche nelle regate d’altura, tra cui Admiral’s Cup, One Ton Cup e Fastnet, di cui ha vinto un’edizione nella classe Half Ton. Nel 1987 è stato project manager di “Consorzio Italia”, la prima sfida lanciata dallo Yacht Club Italiano in Coppa America e Presidente del “Consorzio Luna Rossa Challenge” nell’ edizione del 2007 a Valencia. Croce è membro del Consiglio dell’Istituzione Musei del Mare e della Navigazione. Inoltre, in collaborazione con la Marina Militare, ha dato vita alla Fondazione Tender To Nave Italia Onlus. Scopo principale della Fondazione è quello di contribuire concretamente al benessere delle persone più deboli della società – bambini, adolescenti, persone con disabilità fisico-psichiche, sensoriali, malati e anziani – promuovendo il mare e la navigazione quali esperienze preferenziali di educazione, formazione e terapia a bordo del brigantino “Nave Italia”. Dal 1997 è Presidente dello Yacht Club Italiano, carica che tuttora ricopre.