Cantine italiane: “Serve un Osservatorio permanente sull’enoturismo”

Vigne, vini ed esperienze in cantina diventano sempre più un’attrattiva per i viaggiatori italiani e stranieri. Tanto che è sempre più diffusa l’esigenza di avere un piano di promozione e comunicazione nazionale sull’enoturismo.

E’ per questo motivo che le cantine italiane si sono rivolte alle istituzioni affinchè venga creato un Osservatorio permanente sull’enoturismo che monitori e fornisca dati ad hoc. Il primo passo è il manuale scritto a quattro mani dal senatore Dario Stefàno e dalla produttrice e presidente delle Donne del Vino Donatella Cinelli Colombini – “Viaggio nell’Italia del vino Osservatorio Enoturismo: normative, buone pratiche e nuovi trend” (Agra Editrice) -alla cui stesura hanno contribuito le associazioni Città del vino e Le Donne del Vino e Nomisma-Wine Monitor.

Proprio Nomisma-Wine Monitor ha elaborato un’indagine su 92 comuni e 150 cantine. Si tratta della prima indagine su un numero rilevante di attori dell’offerta enoturistica, da cui sono emerse le parole chiave per il futuro del comparto: promozione, comunicazione, formazione, digitalizzazione e monitoraggio dell’offerta enoturistica italiana. Un piano che per 6 aziende su 10 dovrebbe basarsi sui dati provenienti da un Osservatorio permanente sull’enoturismo, a cui dovrebbero però accompagnarsi anche corsi di formazione degli addetti (67%) e digitalizzazione delle aree rurali (58%).

Donatella Cinelli Colombini, che ha scritto la sezione dedicata alle buone pratiche enoturistiche post covid, ha sottolineato il carattere rivoluzionario dell’indagine che, per la prima volta, fotografa secondo i generi i ruoli nella filiera produttiva del vino: “Le donne sono il 14% di chi lavora in vigna e in cantina ma rappresentano la maggioranza degli addetti e dei manager nel marketing e comunicazione (80%) del commerciale (51%) e del turismo (76%). Come ha giustamente osservato Denis Pantini, gli uomini producono e le donne trasformano il vino italiano in euro“.

Aggiunge Stefàno: “L’indagine condotta da Nomisma offre diversi spunti di riflessione e input di tipo più pragmatico, utili ai produttori per scegliere come agire nelle aree di miglioramento, ma anche ai soggetti istituzionali e dei servizi che intendono supportare la crescita esponenziale di questo comparto e per i giovani che vogliono affacciarsi a questo mondo con competenza. A riprova, se ce ne fosse bisogno, dell’utilità che può avere un monitoraggio costante e tecnico su questo tema, in chiave di programmazione e strategia. Siamo agli inizi di un percorso di sviluppo, ma non dobbiamo sciupare altro tempo: è un treno che va preso subito e con criterio“.